Aria avvelenata dal pollificio e invasione di insetti e topi: doppia condanna

Aria avvelenata dal pollificio e invasione di insetti e topi: doppia condanna

Doppia condanna per il maxi allevamento di polli che a lungo ha avvelenato l’aria a Borgo Bainsizza, costringendo i residenti a convivere con nuvole di mosche, scarafaggi e topi.

Il giudice del Tribunale di Latina, Beatrice Bernabei, ha condannato a un anno e sette mesi di arresto e a pagare 8.400 euro di ammenda i due amministratori della società Tre Emme, responsabile dell’allevamento, accusati per i miasmi che a lungo hanno reso irrespirabile l’aria nella zona, lo scarico non autorizzato di acque reflue e l’abbandono sul terreno di molti rifiuti, tra cui plastica ed eternit.

Gli imprenditori Lamberto Liverani, 60 anni, bolognese, e Gianni Marani, 75 anni di Faenza, difesi dagli avvocati Giovanni Fusco e Marianna Curcio, sono stati inoltre condannati a risarcire in un separato giudizio le parti civili e a versare alle stesse parti civili le provvisionali: ottomila euro per il Comune di Latina, rappresentato dall’avvocato Francesco Di Leginio, e 600 euro a testa per i quindici residenti nella zona costituitisi nel giudizio tramite l’avvocato Marcello Montalto.

Un processo disposto dopo numerose indagini, svolte a partire dal 2014, quando alcuni cittadini di Borgo Bainsizza si sono riuniti in un comitato denominato “Amici del Borgo”, presieduto dalla dottoressa Paola Serangeli.

Il Comitato ha inviato diversi esposti alle autorità competenti, battendo sulle continue e costanti emissioni di odori nauseabondi provenienti dal pollificio e sulle enormi quantità di mosche, topi e scarafaggi che infestavano le abitazioni.

Dopo una serie di accertamenti da parte del Comune, dell’Arpa, dell’Asl di Latina e della Provincia, nel novembre di cinque anni fa è stata quindi sequestrata la struttura, trovata in condizioni critiche.

Infine il processo, conclusosi ora con le due condanne, mentre la posizione di una terza imputata, Irene Vanengelenhofen, legale rappresentante della società “Ovi”, proprietaria del complesso immobiliare, è stata stralciata e l’imprenditrice verrà giudicata separatamente.

L’azienda avicola, intanto, è stata messa a norma di legge e dissequestrata.

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