Marocchinate del ’44, si incontrano le famiglie di una ragazza scampata ad uno stupro e del suo salvatore

Marocchinate del ’44, si incontrano le famiglie di una ragazza scampata ad uno stupro e del suo salvatore

A Maenza, sabato 29 giugno, durante una conferenza sugli stupri di guerra svoltasi all’interno del maestoso castello baronale, l’associazione nazionale vittime delle marocchinate ha fatto incontrare le famiglie di una ragazza, che 75 anni fa rischiò di essere violentata, con quella del suo coraggioso salvatore.

Tutto avvenne il 10 giugno 1944 a Maenza, quando la ventiduenne Nilde Vecciarelli fu aggredita in località Madonna dei Martiri da un soldato marocchino che voleva violentarla. Alle grida della giovane accorse il ventenne Mario Bernola da Maenza, che venne accolto dai colpi di fucile sparati dal coloniale francese e riportò una ferita alla gamba sinistra. Il coraggioso intervento del Bernola mise in fuga il magrebino, salvando di fatto la ragazza da uno stupro certo.  

A distanza di 75 anni, deceduti da tempo i due protagonisti, il presidente dell’ANVM, Emiliano Ciotti, ha fatto incontrare la famiglia del salvatore con quella della ragazza salvata. Le due famiglie si sono unite in un lungo abbraccio e hanno ricevuto ciascuna una targa e una pergamena commemorativa.

L’incontro si è svolto alla presenza di numerosi spettatori e autorità, tra i quali l’Onorevole Angelo Tripodi, che è il primo firmatario della proposta di legge regionale per l’istituzione della giornata in ricordo delle marocchinate e l’avvocato Cesare Bruni.

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