Attentato al Parco, il Ministro Costa: “Quando c’è lo Stato non c’è spazio per la criminalità”

Attentato al Parco, il Ministro Costa: “Quando c’è lo Stato non c’è spazio per la criminalità”

L’odore del gasolio agricolo cosparso attorno alla sede del Parco Nazionale del Circeo è ancora molto forte ed è stato uno dei primi particolari notati questa mattina dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio Sergio Costa che a poco più di 24 ore dall’intimidazione con tanto di taniche di gasolio e munizioni da caccia ha raggiunto personalmente la sede del Parco. Se allo Stato è stata lanciata una sfida, la risposa è arrivata ed altre ne arriveranno, su quanto accaduto all’interno del centro visitatori non calerà il sipario e questo messaggio, oggi è stato mandato forte e chiaro. Il Ministro è stato accolto intorno alle 13 dal Prefetto di Latina Maria Rosa Trio Maria Rosa Trio, dal Questore Rosaria Amato e dal comandante del r.c.p.n. di Sabaudia Katia Ferri che ha accompagnato il Ministro Costa lungo tutto il perimetro degli uffici del Parco, cosparso di gasolio. Sul posto ovviamente anche il direttore del Parco Nazionale del Circeo, Paolo Cassola che insieme ai tecnici da ieri ha seguito personalmente tutti i rilievi, un lavoro senza sosta per fronteggiare tutto ciò che una intimidazione del genere comporta. Taniche di gasolio contro il Parco ed una lettera contenente quattro cartucce per la caccia al cinghiale indirizzata al comandante della Stazione Carabinieri di Sabaudia Alessandro Rossi posizionata vicino l’auditorium. Un avvertimento doppio perché doppia è l’attività che Parco e Carabinieri Forestali mettono in piedi per il monitoraggio del territorio, un lavoro congiunto che sta dando molto fastidio e che nelle ultime settimane si è concentrato sul litorale. Ma non solo.

Ben 35 anni da investigatore, come lui stesso ha dichiarato, fanno del Ministro Costa un profondo conoscitore del territorio ed è per questo che anche la direzione in cui guardare per quanto riguarda le intimidazioni è ben delineata pur attendendo il lavoro degli inquirenti e della magistratura. Perché il fascicolo sul Parco ovviamente è stato aperto e la scientifica ha repertato per ore. “Un atto pensante -ha commentato il Ministro nella sua dichiarazione alla stampa – non solo contro i carabinieri ma conto lo Stato. Non dimentichiamo che qui siamo in un Parco Nazionale e considerate tutto ciò che il Parco Nazionale di bello e di importante sta facendo. Considerate che pochi giorni prima dell’evento noi abbiamo assegnato un bando per 85 milioni di euro per i Parchi Nazionali quindi vuol dire che i Parchi Nazionali rappresentano un nuovo hub di sviluppo ambientale compreso questo Parco. Io da ministro non posso sapere se c’è un legame tra le due cose però sicuramente nei parchi nazionali si sta lavorando molto bene e probabilmente qualcuno non vuole che diventino un punto di riferimento una sorta di rinascita naturalistica del territorio – e poi ancora – qui c’è lo Stato e non è retorica e io dico che quando c’è lo Stato, quello con la S maiuscola non c’è spazio per la criminalità, non ce n’è proprio”. I parchi come opportunità puntualmente “vittime” di vere e proprie campagne che descrivono le aree protette come un freno all’economia, prese di posizione che alimentano episodi come questo e che invece sono in realtà “alibi” per giustificare abusi di ogni sorta che deturpano territori limitandone anche l’appetibilità dal punto di vista turistico e l’opportunità di offrire servizi reali e non raffazzonati. Questo è il rischio che si corre ed a cui ora più che mai occorre dare una risposta.

Quello che l’Ente Parco cerca di fare da tempo ma certi muri restano di gomma. Comunque, davanti alle intimidazioni anche il dialogo serve a poco, ora quello che si chiede da più parti e che si risalga agli autori del gesto e se diversi, anche ai mandanti. Perché ci sono dei precedenti. “Non è il primo caso – ha commentato il direttore del Parco Paolo Cassola – ma la risposta è ferma lo vedete anche dalla solidarietà e dall’inchiesta partita immediatamente. Il fatto che ci sia un attentato alla sede dell’Ente Parco circondato da taniche di gasolio e allo stesso tempo accanto alle taniche un pacchetto contenente cartucce a palla calibro 12 indirizzate ad uno degli uomini più valenti dei carabinieri forestali impegnato anche su delega della Procura di Latina insieme all’Ente Parco su attività anche di sequestro di strutture illegali è un segnale molto chiaro. Siamo sulla strada giusta”. La strada è giusta ma minata ed è quindi importante che la solidarietà verso l’Ente, partendo dai Comuni del Parco si concretizzi in azioni che non lascino il Parco da solo a fare come si suol dire “la parte del cattivo”, quando si tratta semplicemente di ordinaria amministrazione e rispetto delle regole.

 

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