Europee, FI e Pd perdono oltre 30mila preferenze: l’analisi del voto in provincia

Europee, FI e Pd perdono oltre 30mila preferenze: l’analisi del voto in provincia

Al di là di successi e insuccessi con seggi territoriali, l’analisi del voto dopo la consultazione europea di domenica scorsa lascia pochi dubbi: Forza Italia e Partito Democratico a livello provinciale in cinque anni vedono un’emorragia spaventosa: -39.319 preferenze per i dem che nel 2014 erano primo partito in terra pontina e -34.430 per gli azzurri. Anche il Movimento Cinque Stelle vede ridimensionata, e non di poco, la propria consistenza elettorale perdendo 16.034 voti. Gli unici due partiti che riescono a mettere il segno “più” dinanzi ai propri numeri sono la Lega e Fratelli d’Italia, probabilmente “tirati” dall’ondata nazionale e dai candidati locali: exploit del partito di Salvini che in provincia passa dalle 3.735 preferenze del 2014 alle 91.230 di domenica scorsa (+87.495); più contenuta, seppur rilevante, quella del soggetto politico che fa capo alla Meloni, da 17.573 voti delle scorse Europee, alle 24.816 di domenica (+7.243).

Numeri importanti che ci è sembrato opportuno riprendere così come sono, seppur a fronte della contestata affluenza, non rendono allo stesso modo di quanto possano fare le cifre in termini percentuali: la Lega in cinque anni è passata dall’1,55 al 38,90%, compiendo il definitivo “sorpasso” ai danni di Forza Italia. Un +37,35% che non lascia spazio ad alcun tipo di interpretazione e che deriva anche dal voto di portata nazionale che acquisisce la consultazione per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento di Strasburgo. Forza Italia, malgrado aver “retto” nel sud pontino e nella roccaforte fondana, grazie alla quale è anche riuscita ad eleggere Salvatore De Meo, è la vera sconfitta di questa consultazione, avendo perso ben 15,87 punti percentuali a livello provinciale. Una discesa che parte dal 25,91% delle Europee del 2014, che passa dal 19,52% delle Politiche del 2018 e che arriva all’11,98% di domenica scorsa. Percentuale migliore della media nazionale, ma che comunque attesta un cambio negli equilibri elettorali, anche in una provincia che storicamente si era sempre dimostrata fedele al partito di Berlusconi.

Trend opposto a quello che ha registrato la Lega. Lo schieramento di Salvini – quando ancora era Lega Nord –, alle Europee del 2014 non era andato oltre l’1,55%, alle Politiche dello scorso anno seguiva le cifre nazionali (16,36%) riuscendo addirittura a bissare le preferenze domenica scorsa andando oltre il moltiplicatore in termini percentuali. Risultato grazie al quale anche il candidato pontino Adinolfi potrà subentrare – forse – post Brexit.

Non può certo sorridere il Partito Democratico che nel raffronto con le scorse Europee si vede dimezzato il proprio spessore (-15,87%). Se i piddini vogliono vedere il bicchiere mezzo pieno, possono osservare un piccolo segnale incoraggiante dovuto da quel +1,92% rispetto alle scorse Politiche. Ma la verità è che il numero di preferenze a livello assoluto è praticamente identico, quindi, anche alla luce dell’analisi nazionale sui flussi elettorali, non è escluso che i dem abbiano confermato il proprio elettorato, più che espanderlo.

Anche i Cinque Stelle sono costretti ad un analisi lacrime e sangue. Il trend è negativo sia in rapporto alle Europee 2014  (-6,18%), ma ancor più rispetto alle Politiche 2018 (-18,16%).

Sorride, come dicevamo prima, Fratelli d’Italia, che anche grazie al voto di Terracina – e non solo – aumenta nelle preferenze e porta all’europarlamento il primo cittadino della città di mare Nicola Procaccini. Un bel segno “più” (del 3,5% circa) che segna nelle Europee del 2019 un incremento sia rispetto alle scorse analoghe consultazioni che rispetto alle Politiche 2018, dove il dato (in termini percentuali) non era molto diverso (7,28% nel 2014, 6,80% nel 2018, quello di domenica scorsa è stato del 10,58%).

Un ultimo dato importante da osservare è come in terra pontina si restringe lo spazio al di fuori dei principali cinque schieramenti: solo 6,99% coloro che hanno votato per altre liste nella tornata delle Europee 2019. Percentuale in costante diminuzione negli ultimi cinque anni nelle tornate elettorali nazionali.

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