Aser e tributi sottratti al Comune, manager condannato

Aser e tributi sottratti al Comune, manager condannato

Scrivendo l’ennesimo capitolo della tormentata vicenda Aser, la II sezione d’appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna del manager Vito Paolo Marti, chiamato a risarcire al Comune di Aprilia, in via principale, 1,4 milioni di euro, e in via sussidiaria oltre 920mila euro.

Marti è stato amministratore delegato dell’Aser, società parte del gruppo Tributi Italia, dal 2007 al 2008, ed è finito così nelle indagini sul fiume di denaro che tali aziende hanno intascato riscuotendo i tributi per conto di molti Comuni italiani e che poi non avrebbero riversato agli enti locali, mettendo in crisi i bilanci di quest’ultimi e privando così i cittadini di molti servizi.

L’ex AD è stato condannato nel 2012 dalla Corte dei Conti del Lazio a risarcire il Comune di Aprilia e la sentenza è stata confermata in appello, essendo stato dichiarato due anni fa il ricorso del manager inammissibile perché presentato in ritardo.

Marti ha quindi fatto un ulteriore ricorso, puntando alla revocazione della sentenza.

Ha sostenuto che dopo il pronunciamento di primo grado sul fronte penale la Procura di Roma ha archiviato la sua posizione e su quello contabile è stato assolto sia dalla Corte dei Conti della Sicilia che da quella della Basilicata.

La Procura generale dal canto suo ha invece insistito per la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, specificando che tanto la denunciata “sopravvenienza di sentenze di assoluzione, peraltro riguardanti fatti diversi, che l’asserito mero errore di valutazione, non integrante un’erronea percezione dei fatti, non costituivano motivi per i quali poteva utilmente essere invocata la revocazione”.

Una posizione che ha convinto i giudici. Il ricorso è stato dichiarato infatti inammissibile e Marti dovrà risarcire il Comune di Aprilia.

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