Agricoltura ed avversità atmosferiche, coro unanime dopo il summit: “Urgono interventi”

Agricoltura ed avversità atmosferiche, coro unanime dopo il summit: “Urgono interventi”

Con i mutamenti climatici debbono necessariamente cambiare anche le normative in tema di produzione agricola. In sintesi questo l’esito del ‘summit’ tra 9 comuni (Cisterna, Velletri, Lanuvio, Norma, Rocca Massima, Aprilia, Latina, Sabaudia, Pontinia) e organizzazioni professionali agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Aspal, Fagri).

Le forti grandinate e gli ingenti danni causati dal maltempo del 12 e del 20 maggio scorsi, sono stati l’evidente segnale della necessità di un intervento unitario e deciso per soccorrere un settore importante dell’economia locale e nazionale, “indifeso e non adeguatamente tutelato rispetto a simili eventi calamitosi”.

La riunione ha ribadito la vicinanza e il supporto delle istituzioni locali alle aziende colpite e per questo è stato chiesto formalmente all’assessore all’Agricoltura e al presidente della Giunta Regionale del Lazio di avviare l’iter per il riconoscimento dell’eccezionalità dell’avversità atmosferica assimilabile a calamità naturale e la conseguente attivazione degli strumenti ristoratori ed agevolatori previsti (contributi in conto capitale, contributi per l’abbattimento degli interessi su prestiti di conduzione quinquennali, proroga scadenza delle rate riferite ad operazioni di credito agrario effettuate dalle imprese agricole, esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico delle imprese agricole danneggiate).

Inoltre è stato chiesto di verificare la possibilità di richiedere gli interventi anche per le imprese agricole e produttive o di servizi previsti in deroga a quanto disposto dall’articolo 5, comma 4 del D.L. 102/2004.

“Ma il problema – sottolineano dal Comune di Cisterna – va affrontato in maniera più strutturata in una apposita seduta della Conferenza Stato-Regione apportando delle modifiche normative ad esempio nel sistema delle franchigie, e specificatamente nella formulazione di un piano assicurativo agricolo nazionale che tenga conto delle modifiche climatiche e della tutela del reddito delle imprese, nella tempistica e nella modalità dei rimborsi dei premi da parte di Stato e Regione; inoltre una modifica del DL e della dimostrazione del danno subito in quanto così come improntati rendono l’assicurazione costosa e il rimborso difficile ed esiguo”.

Importante anche l’inserimento nel P.S.R. di un’apposita misura e di risorse destinate alla copertura meccanica degli impianti da parte dei produttori al fine di limitare i danni alle produzioni.

In ultimo si ribadiscono tre richieste già avanzate dalle aziende agricole del territorio pontino e riguardanti problematiche di tipo fiscale e contributivo che incidono fortemente sui loro bilanci e sulle loro prospettive future: la modifica da parte della Regione Lazio della zonizzazione relativamente alle agevolazioni contributive per le zone svantaggiate e montane; la modifica delle tabelle ettaro/coltura in vigore nella Regione Lazio; la necessità che la Regione intervenga presso il sistema creditizio territoriale affinché si concordino formule di accesso al credito agevolate e dilazioni nel pagamento di prestiti già avviati, a favore delle imprese del settore agricolo, produttivo e di servizi  colpite da avversità atmosferiche.

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