Sezze, presentata la guida turistica targata Compagnia dei Lepini

Sezze, presentata la guida turistica targata Compagnia dei Lepini

“Parlare dei Lepini suscita sempre un interesse straordinario, grazie a un territorio che si può proporre con un approccio glocale. La guida, in questo senso, assume una chiave divulgativa e la battaglia che si può vincere è quella della crescita, riconoscendoci nel territorio ed esaltandone le peculiarità”. È con queste parole che sabato mattina il presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti, ha introdotto la presentazione della guida turistica “Monti Lepini: natura, storia, borghi, itinerari”, che si è svolta a Sezze all’interno dell’auditorium comunale San Michele Arcangelo, alla presenza di diversi amministratori locali e di un pubblico, particolarmente attento e interessato, che ha riempito la struttura setina.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura del Comune di Sezze, Pietro Ceccano, che ha sottolineato come lo strumento della guida sia utile a superare le realtà locali, ha preso la parola il presidente del consiglio comunale di Sezze Enzo Eramo, che ha sottolineato l’importanza di ragionare su una forma di collaborazione che arrivi  a coinvolgere le aree a ridosso del mare con quelle collinari. Dopo l’intervento dello storico dell’ arte, Vincenzo Scozzarella, secondo il quale i fruitori della guida devono comunque essere attivi e visitare quei luoghi affinché vengano coinvolti tutti e cinque i sensi, interessante è stato anche l’intervento del professore Giancarlo Onorati che ha posto l’accento sull’importanza della ricerca delle fonti e del lavoro sui documenti storici. A chiudere il ciclo degli interventi è stata Sira Lozzi della Iter Edizioni, la società che ha editato il volume, che ha spiegato quanto sarebbe importante che le guide turistiche venissero lette nelle scuole.

Un altro momento importante per la promozione del territorio dei Lepini, sintetizzato da una frase di Antonio Tabucchi pronunciata dal presidente Briganti: “ Un luogo non è mai solo ‘quel’ luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati”.

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