Acqua e ricorsi, l’intervento del Partito Democratico

Acqua e ricorsi, l’intervento del Partito Democratico

Leggiamo e pubblichiamo una nota del Partito Democratico di Formia su una recente vittoria di Acqaualtina al Tar: “Grande stupore ha destato la sentenza del TAR pubblicizzata dal nostro gestore Acqualatina S.p.A. per l’ennesima vittoria giudiziaria collezionata. In realtà, leggendo la sentenza viene semplicemente messa, nero su bianco, una realtà sotto gli occhi di tutti i malcapitati utenti di questa società. Il TAR di Roma, infatti, accoglie le argomentazioni giuridiche del gestore, soprattutto, perché l’ANAC non avrebbe adeguatamente motivato i provvedimenti impugnati. Eh già! Se l’ATO4 si fosse costituita nel giudizio avrebbe potuto supportare l’ANAC come, invece, ha fatto la solita UTILITALIA, intervenendo a favore di Acqualatina! Invece, l’Egato 4 Lazio meridionale Latina è rimasto a guardare senza profferir parola!


Riesce, quindi, Acqualatina a farsi riconoscere dal TAR come ente privato che esercita attività di gestione di servizi pubblici e non come società soggetta a controllo pubblico. Come tale essa può agire non conformemente alla normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza!
Quindi anche il 51% sbandierato ai quattro venti e che vedrebbe i soci pubblici esercitare un’influenza dominante sulla società è una mera illusione e, infatti, il TAR precisa che in base agli atti vigenti il socio pubblico ha compiti esclusivamente in tema di proposta tariffaria e nella definizione del piano degli interventi.

E, invero: 1. Per statuto le deliberazioni sono valide con maggioranze assembleari di 2/3 degli aventi diritto e in seconda convocazione, dei due terzi dei presenti per cui, di fatto, il socio privato (IDROLATINA S.R.L.) ha potere di veto; 2. La partecipazione pubblica è frammentata (eh se lo è!) e quindi non è assicurato ai soci pubblici il controllo della società, possibile solo con un voto unitario prevalente rispetto a quello del socio privato; 3. I soci pubblici non hanno neppure un controllo contrattuale.
Cari Sindaci sappiate, quindi, che Acqualatina s.p.a. non dipende da voi tanto che non potete esercitare nei suoi confronti alcuna forma di controllo o di dominanza!
In realtà, una cosa da fare ci sarebbe ed è il procedimento ex art. 2409 c.c. preordinato alla diretta tutela di un interesse privato dei soci, cui si ricollega, in via mediata, un interesse pubblico.
E solo a Voi Sindaci – soci è lasciata la libertà di decidere se attivare detto controllo giudiziario o continuare con lo strapotere di un gestore che è orgoglioso di non dover essere “trasparente” e al quale siete funzionali esclusivamente nell’approvazione di tariffe sempre più elevate e di piani di investimento poi regolarmente disattesi”.

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