Avvocatessa condannata, la Camera Penale si schiera con Nasrin

Avvocatessa condannata, la Camera Penale si schiera con Nasrin

“Nessun diritto è per sempre” se non opportunamente presidiato dalle nostre coscienze. Troppo alto è il rischio insito nel ritenere che alcuni diritti fondamentali,una volta acquisiti al nostro patrimonio di valori, diventino inattaccabili. A dichiararlo l’avvocato Domenico Oropallo, presidente della Camera Penale di Latina.

Ancora: l’indistinta domanda di rigore che si leva da più parti , se da un lato costituisce la risposta individuale al comprensibile senso di insicurezza istintivamente avvertito dai cittadini, soprattutto nei momenti di maggiore crisi economica e valoriale, dall’altro fornisce a una classe politica esclusivamente concentrata sulla cattura del consenso, lo spunto per la progressiva erosione di alcuni capisaldi della nostra antica e consolidata civiltà giuridica.

L’avvocatura penale è da sempre impegnata a presidiare il diritto a un processo che sappia coniugare l’inevitabile rigore dell’intervento punitivo con quel sistema di garanzie che fanno di un processo un processo giusto.

E’ di questi giorni la notizia della condanna della Collega iraniana Nasrin Sotoudeh, rea di aver difeso alcune donne che avevano sfidato la legge sull’obbligo del velo. Trentotto anni di carcere e 148 frustate. Questa la pena che le è stata comminata.

Una pena che pesa sulle nostre coscienze ancor più di quanto possa farlo sulla sua schiena , soprattutto se si consideri che Nasrin aveva osato prendere posizione anche su una nota aggiuntiva all’articolo 48 del Codice Penale che esclude il diritto di nominare un avvocato di fiducia a chi venga accusato di aver commesso taluni reati.

La Camera Penale “ Giorgio Zeppieri” di Latina, al pari di tante altre Camere Penali italiane , ha inteso testimoniare l’impegno in favore del diritto di difesa e, attraverso questo, dei diritti fondamentali della persona umana, iscrivendo d’ufficio l’Avvocatessa Nasrin Sotoudeh quale proprio socio onorario.

L’iniziativa non sarà certamente in grado di cambiare le sorti della Collega ma potrà concorrere a costruire quella generale consapevolezza che sola potrà garantire che finalmente “ alcuni diritti sono per sempre”.

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