“Arpalo”, arriva la condanna per il commercialista Salvatore Di Raimo

“Arpalo”, arriva la condanna per il commercialista Salvatore Di Raimo

Prima sentenza dopo l’inchiesta “Arpalo”, relativa a un sistema di presunti illeciti fatto di somme enormi evase da una serie di cooperative, denaro riciclato in Svizzera e reinvestito nel settore immobiliare.

Il commercialista Salvatore Di Raimo, che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, dunque allo stato degli atti, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, a tre anni e otto mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di condanna a cinque anni avanzata dal pubblico ministero Claudio De Lazzaro.

Una sentenza con cui è stata confermata anche l’accusa relativa alla costituzione di un’associazione per delinquere.

Il giudice ha infine disposto un risarcimento per le parti civili, da definire però in sede civile.

Aspetto quest’ultimo per cui i legali del Latina Calcio, gli avvocati Dino Lucchetti e Gianni Lauretti, avevano chiesto 15 milioni di euro di risarcimento.

Con “Arpalo” i pm Luigia Spinelli, Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo hanno ipotizzato la costituzione di un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio aggravato dalla transnazionalità, al trasferimento fraudolento di valori, alla bancarotta fraudolenta, a reati tributari e societari.

Un sistema caratterizzato da una rete di fiduciari che, attraverso la costituzione di società schermo, sia in territorio svizzero che in quello italiano, avrebbero movimentato ingenti capitali sovente utilizzati per acquisizioni immobiliari, per illecito arricchimento personale, oltre che per il finanziamento occulto della società sportiva U.S. Latina Calcio, che militava in serie B.

Un’indagine che portò agli arresti, oltre che di Di Raimo, dell’ex deputato di Fratelli d’Italia ed ex presidente del Latina calcio, Pasquale Maietta, dell’imprenditrice Paola Cavicchi, dell’avvocato Fabrizio Colletti, dell’imprenditore romano Fabio Allegretti, di Giovanni Fanciulli, commercialista, di Pietro Palombi, anche lui commercialista, di Roberto Noce, Augusto Erennio Massimo Bizzini, Max Pietromaria Spiess, Pierluigi Sperduti, e Paola Neroni, mentre venne disposto il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per l’imprenditore Ivano Allegretti.

Il processo principale è in corso davanti al Tribunale di Latina.

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