La sorella apre un bar: carabiniere trasferito per incompatibilità ambientale

La sorella apre un bar: carabiniere trasferito per incompatibilità ambientale

Un carabiniere non può continuare a lavorare nello stesso centro dove una sua familiare gestisce un’attività commerciale su cui lo stesso militare deve vigilare.

Con tale motivazione il Tar di Latina ha confermato il provvedimento con cui il Comando Regione Carabinieri Lazio, il 4 marzo 2014, ha disposto il trasferimento d’autorità di un appuntato scelto dell’Arma dalla stazione di Formia alla tenenza di Gaeta, ritenendo che si fosse creata una situazione di incompatibilità ambientale.

Il carabiniere trasferito ha contestato quella scelta e ha fatto ricorso al Tar.

La sorella aveva aperto un bar a Formia, dove saltuariamente lavorava anche la figlia, ma per il militare non poteva essere considerata quella una situazione che lo rendeva incompatibile.

Di diverso avviso invece il Comando dell’Arma, che ha anche specificato trattarsi di un’attività sottoposta ad autorizzazioni di pubblica sicurezza.

E dello stesso parere, a distanza di cinque anni dai fatti, è stato ora il Tar, che ha respinto il ricorso, specificando che si era creata una “oggettiva situazione di incompatibilità”.

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