Tragedia della strada, la Cassazione: condanna troppo pesante

Tragedia della strada, la Cassazione: condanna troppo pesante

Colpevole sì ma con il diritto a un po’ di sconto. A distanza di dieci anni dal tragico incidente all’incrocio tra via Selciatella e via Valcamonica, ad Aprilia, la Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per il 61enne Mario Cellucci.

L’imputato, il 14 giugno 2009, viaggiava su via Selciatella alla guida di una Volkswagen Touareg. Giunto all’incrocio con via Valcamonica si scontrò con la Fiat Uno condotta da Gaetano Colaiacomo.

L’impatto fu devastante. La Fiat Uno finì sventrata e la Volkswagen si fermò cinquanta metri dopo e dopo aver abbattuto anche un segnale stradale.

Colaiacomo, ricoverato in gravi condizioni, spirò il successivo 29 giugno.

Accusato di omicidio colposo, Cellucci è stato condannato dal Tribunale di Latina a un anno e quattro mesi di reclusione e a risarcire i familiari della vittima, costituitisi parte civile.

Una sentenza confermata il 26 ottobre 2016 dalla Corte d’Appello di Roma. Presentando ricorso in Cassazione, l’imputato ha sostenuto di non essere riuscito a evitare lo scontro, essendo stata la strada invasa all’improvviso dalla Fiat Uno che non si era fermata allo stop, e che non vi era prova dell’alta velocità a cui è stato accusato di viaggiare, superiore al limite dei 50 km/h fissato su via Selciatella.

Gli ermellini hanno ritenuto invece colpevole Cellucci, specificando che, “pur avendo avvistato l’ostacolo, non riuscì a frenare a causa dell’elevata velocità”.

I giudici hanno però sostenuto anche che il concorso di colpa di Colaiacomo, che non si era fermato allo stop, non sarebbe stato ben valutato nei precedenti gradi di giudizio e non sarebbe stata valutata l’incidenza di tale particolare sulla determinazione della pena.

Soltanto limitatamente al trattamento sanzionatorio, la sentenza è stata così annullata e il caso rinviato alla Corte d’Appello di Roma.

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