In tre uccisi da un’ondata, risarcimento dopo 28 anni di battaglie legali

In tre uccisi da un’ondata, risarcimento dopo 28 anni di battaglie legali

Hanno dovuto attendere ventotto lunghissimi anni per ottenere giustizia. Tanto. Troppo tempo. Ma alla fine ce l’hanno fatta. I familiari dei tre fondani uccisi da un’ondata del Rio delle Querce, durante un nubifragio il 19 ottobre 1991, dovranno essere risarciti.

Quel giorno, sotto una pioggia torrenziale, sul ponticello antistante il sagrato della chiesa di Sant’Antonio, scesero dall’auto su cui stavano viaggiando Antonio Marzano, la moglie Bernardina D’Urso e una loro amica, Teresa Leggi.

In quel momento dal torrente in piena si levò un’onda alta sei metri, che travolse i tre non lasciando loro scampo.

I figli della coppia e di Teresa Leggi, oltre al marito di quest’ultima, fecero causa alla Provincia di Latina e all’Ente Morale Provincia Monastica di San Giovanni della Croce, sostenendo che il dramma era stato causato dalla mancata installazione da parte della Provincia di barriere protettive sul ponticello che attraversa il torrente e dalla tecnica costruttiva con cui l’Ente Morale aveva fatto realizzare il ponticello, avendo portato al tombinamento del Rio delle Querce e a un inadeguato deflusso delle acque.

I familiari delle vittime chiesero così un risarcimento per la perdita dei loro cari e la richiesta venne accolta il 2 settembre 2008 dal Tribunale di Latina, alla luce anche di una consulenza in cui era stato stabilito che il letto torrentizio era stato ridotto da sei metri a un metro e mezzo.

Una sentenza confermata il 13 luglio 2016 dalla Corte d’Appello di Roma e ora, dopo un ricorso della Provincia nel tentativo di evitare di pagare il risarcimento, resa definitiva dalla Corte di Cassazione.

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