Tassa di soggiorno con polemiche: Confcommercio chiede sospensione, la maggioranza replica

Il Comune di Formia

“Tassa di soggiorno sì”, “tassa di soggiorno no”. Per ora l’imposta riservata ai turisti rimane in vigore, ma finisce al centro di polemiche cittadine che toccano anche la politica. Una nota a firma del gruppo di maggioranza di “Un’Altra Città”, infatti, chiama in causa una richiesta di sospensione avanzata da Confcommercio Lazio Sud. 

L’occasione, viene così sfruttata da Un’Altra Città, per rendere onore al senso dell’imposta di soggiorno. I richiami nella nota sono alla tipologia di normativa, spiegando perché puntare sul turismo e come poter investire anche attraverso l’istituzione della suddetta tassa. Ma nel comunicato, il gruppo politico, spiega anche come tali precisazioni servono “per – si cita testualmente – sgombrare il campo da equivoci che potrebbero interrompere i dialoghi costruttivi finora avuti con i suddetti operatori“,


Se effettivamente qualcosa si sia incrinato tra l’inizio dell’iter che ha portato l’attuale Amministrazione a pensare alla tassa di soggiorno e la sua applicazione, è da vedere. Quel che è certo è che la richiesta di sospensione, che non porta il nome di Confcommercio Lazio Sud – seppur questa è tra i firmatari insieme ad altre importanti strutture ricettive di Formia – non sembra voler mettere in discussione la tassa di soggiorno. La richiesta di sospensione, come spiegano nel documento protocollato in Comune e indirizzato al sindaco e agli assessori al Bilancio e al Turismo, si applicherebbe solo “sulle prenotazioni già effettuate dai nostri clienti e per le convenzioni e accordi commerciali stipulati per l’anno 2019”. Una traduzione non letterale potrebbe somigliare a un “non fateci chiedere ai clienti soldi che non abbiamo annunciato in fase di prenotazione”. Almeno questo dicono le carte, perché poi nella nota del gruppo politico c’è tanto altro. Come può voler dire tanto altro quel “convenzioni e accordi commerciali stipulati per l’anno 2019″.

Forse non si sono capiti amministratori comunali e gestori delle strutture ricettive. Forse sono state date per scontate troppe cose. Quel che a occhio sembra delinearsi è che ci sia una questione di comunicazione tra i due attori principali di questa querelle. Quel che è certo, invece, è che si creerebbero problemi formali sull’eventuale – seppur non menzionata dalla maggioranza – sospensione. Servirebbe infatti una nuova delibera, ma ancor più dovrebbero ricalcolarsi gli eventuali introiti della tassa che dovrebbero andare a disposizione dell’assessorato al Turismo. 

Insomma, anche dalle parole del gruppo di maggioranza consiliare, per ora tutto rimane com’è. Ma si dovrà vedere se Confcommercio e strutture alberghiere sono d’accordo con Un’Altra Città o se intendono in qualche modo andare avanti con la proposta di sospensione.

A PAGINA 2 LA NOTA DI “UN’ALTRA CITTÀ”

A PAGINA 3 LA RICHIESTA DI SOSPENSIONE