Fallimento della Terracina Ambiente finito in bancarotta: a giudizio

Il Tribunale di Latina

In dieci a giudizio, con l’accusa di bancarotta, dopo il fallimento della Terracina Ambiente.

A distanza di quasi otto anni dalla sentenza con cui il Tribunale di Latina staccò la spina alla società mista che si occupava dell’igiene urbana all’ombra di Monte Giove, già al centro di un’altra indagine con ipotesi di frode e truffa, il giudice per l’udienza preliminare Giorgia Castriota ha disposto un processo per ex amministratori e sindaci, accusati di essere coinvolti in quello che sarebbe stato il saccheggio dell’azienda.

A giudizio sono finiti l’allora presidente del Consiglio di Amministrazione della Terracina Ambiente, Alfonso Cangiano, gli ex consiglieri Luigi De Stefano e Orlando Bagnariol, Umberto D’Alessio, anche lui ex presidente, e altri due ex consiglieri, Giuseppe Mosa e Luigi Torre, oltre all’ex presidente del collegio sindacale, Pierino Crescenzi, agli ex sindaci Gabriele Giordano e Francesco Pariselli, e all’ex amministratore delegato Valerio Bertuccelli.

La prima udienza è fissata per il prossimo 12 novembre, davanti al Tribunale di Latina.

Sulla Terracina Ambiente iniziarono a indagare, nell’ambito di un’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, gli investigatori del Nipaf di Latina e del Norm di Terracina, concentrandosi su ipotesi di frodi e truffe, che portarono al sequestro dell’azienda e a un altro processo.

Un’istanza presentata dalla società Poseidon di Latina portò poi il Tribunale, il 19 dicembre 2011, a dichiarare il fallimento della società, una gemella della Latina Ambiente, ugualmente fallita.

E ben preso emersero ipotesi di bancarotta, scandagliate dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro e che ora hanno portato ai dieci rinvii a giudizio.