Aziende svuotate e milioni di euro riciclati: a giudizio

Aziende svuotate e milioni di euro riciclati: a giudizio

Aziende edili svuotate e milioni di euro riciclati utilizzando soprattutto un’articolata rete di società estere. Una lunga catena di illeciti, messa a punto tra Aprilia, Genzano di Roma, Roma, San Marino, la Gran Bretagna, Panama e gli Usa.

Sistema che avrebbe preceduto quello con cui sarebbe stata messa a segno una maxi frode, ricostruito nelle inchieste “Super Job” e “Dusty Trade”, ma caratterizzato dagli stessi protagonisti.

Sulla scorta di tali ipotesi, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, ha rinviato a giudizio dieci imputati, tra imprenditori, commercialisti e direttori di banca, dichiarando prescritti otto capi d’accusa su 17 e tenendo così fuori dal processo altri sei imputati.

I tempi lunghi della giustizia portano così ad aprire un processo per quanti sono accusati di aver riciclato denaro e a prosciogliere quelli che avrebbero messo in piedi un’associazione per delinquere che avrebbe fornito le somme da riciclare.

Le prime indagini sul caso sono state aperte dalla Procura della Repubblica di Roma nel 2010. Un’inchiesta passata poi tre anni dopo, per un problema di competenza territoriale, in parte alla Procura della Repubblica di Latina.

Alla luce degli accertamenti svolti dalla Guardia di finanza, secondo il pm Daria Monsurrò, l’imprenditore apriliano Giovanni Vartolo, nella veste di amministratore di fatto della Costruzioni Vartolo srl, della Tecniche Costruzioni srl, della Costruzioni 2 V srl, della Building 2007 ltd., della Vartolo ltd., della Vartolo Holding e della Jfk Foundation, insieme agli imprenditori Gloria Vartolo, Elia Vartolo, Rinaldo Moscatelli e Giancarlo Panetta e insieme al commercialista Fabio Cardenia, a quello che sarebbe stato il referente estero, Predrag Krosnjar, residente a Barcellona, al promotore finanziario Enrico Nardin e all’imprenditrice Concetta Graziella Murace, amministratore della Edileuropa srl e titolare di un mandato fiduciario presso la SMI di San Marino nell’interesse di Giovanni Vartolo, avrebbe messo su un’associazione per delinquere, impegnata nel saccheggiare le società, per il tramite delle quali fornivano a terzi prestazioni edili, nell’utilizzare fatture per operazioni inesistenti, occultare e distruggere scritture contabili, trasferire in maniera fraudolenta valori a favore di terzi creditori emittenti fatture per operazioni inesistenti, fare false comunicazioni sociali sui bilanci, e riciclare il denaro così ottenuto, ricorrendo anche a reticoli societari esteri su cui far transitare le somme e trasferendone parte a San Marino. Un sistema che avrebbe portato a riciclare oltre 5,7 milioni di euro nell’arco di quattro anni, tra il 2006 e il 2010.

Tre anni fa il pm Monsurrò aveva così chiesto il rinvio a giudizio per i nove imputati e per altri sette coinvolti nelle vicende finite nell’inchiesta.

Rinvii a giudizio chiesti dunque anche per gli apriliano Stefano Malagò, Antonia Murace e Massimiliano De Angelis, per Emiliano Romano, di Pisa, Mauro Arcangeli, di Frascati, Matteo Fiori, di Roma, e Augusto Spagnoletta, di Alatri.

Il troppo tempo trascorso dai fatti ha però fatto cadere in prescrizione la metà delle accuse, tra cui quella relativa all’associazione per delinquere, e i rinvii a giudizio sono stati disposti sostanzialmente soltanto per chi era accusato di specifici episodi di riciclaggio.

A giudizio dunque sono finiti Nardin, Panetta, Cardenia, Krosnjar, Arcangeli, Fiori, De Angelis, Spagnoletta, Concetta Graziella e Antonia Murace, difesi tra gli altri dagli avvocati Luca Amedeo Melegari, Cristiano Montemagno e Luigi Di Mambro.

Nello specifico Panetta è accusato, come amministratore della Tutto Edilizia srl, di emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 3 milioni di euro e di riciclaggio, Nardin di aver partecipato alle operazioni di riciclaggio come promoter del Credem di Genzano e facendo da collegamento tra Giovanni Vartolo e la Smi di San Marino, e Cardenia e Krosnjar di aver riciclato 2,6 milioni di euro tra Aprilia, San Marino, Regno Unito, Panama e Usa. Sempre per riciclaggio sono poi imputati Concetta Graziella a Antonia Murace, relativamente agli acquisti di quattro appartamenti, due a Nettuno, in via Rinascita, località Eschieto, e due ad Aprilia, in via Cimarosa e in via Giustiniano. Imputati infine per riciclaggio De Angelis, Spagnoletta, Arcangeli e Fiori, questi ultimi due accusati di aver favorito tali operazioni rispettivamente nella veste di direttore della filiale Credem di Genzano e di direttore della filiale di Roma della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio.

Un processo che avrà inizio il prossimo 3 settembre, davanti al II collegio del Tribunale di Latina.

Intanto l’anno scorso, a margine delle inchieste “Super Job” e “Dusty Trade”, Vartolo e altri sono stati anche arrestati perché ritenuti al vertice di un sistema fatto di frodi fiscali, con alcuni episodi anche di corruzione, messo su con cooperative fatte poi morire in Gran Bretagna. Un giro di fatture false per 90 milioni di euro, evasione d’imposta per oltre 20 milioni e crediti Iva falsi per 7 milioni.

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