Litigano per la bottiglia d’alcol, dà fuoco all’amico: arrestato per tentato omicidio

Litigano per la bottiglia d’alcol, dà fuoco all’amico: arrestato per tentato omicidio

Un moldavo con gravi ustioni su tutto il corpo a chiedere aiuto nella notte, e a distanza di qualche ora un romeno fermato con l’accusa di tentato omicidio: avrebbe tentato di ammazzare l’altro bruciandolo. Facendolo diventare una torcia umana al termine di un alterco per futili motivi, alimentato dal troppo alcol. La scintilla che ha scatenato la lite degenerata tra i due, fino a prima buoni conoscenti? Secondo gli accertamenti dei carabinieri, una disputa su chi doveva bere da una bottiglia di super alcolici. 

Un bottiglia contesa, insomma. Quindi la follia. Una violenza consumatasi la scorsa notte nel degrado della periferia. All’interno di un casolare abbandonato nelle campagne di Terracina, in zona Stradone della Valle, dove un’eterogenea comitiva di stranieri si trovava attorno a un fuoco. Erano circa le 2, con l’allarme lanciato solo un paio d’ore più tardi, quando l’uomo bruciato è stato soccorso dai sanitari del 118 proprio presso il casolare. L’altro gli si era avventato contro cospargendolo di alcol, per poi dargli fuoco e ustionarlo pesantemente. Per il malcapitato lesioni di secondo grado estese su diverse parti del corpo, viso compreso, come hanno riscontrato i medici.

Stabilizzate per quanto possibile le condizioni del paziente, un 40enne residente in città, i sanitari sono corsi alla volta dell’ospedale “Fiorini”. A stretto giro, il ricovero nel reparto di Chirurgia: nonostante lesioni pari a circa il 20% del tessuto cutaneo, se la caverà con una prognosi iniziale di un mese, salvo complicazioni.

Al suo arrivo presso il nosocomio aveva riferito quanto accaduto, pur con qualche difficoltà dovuta alle sue condizioni psico-fisiche. Alterate sia per le ustioni, che per un evidente stato di ebbrezza. Inizialmente difficoltose anche per questo, le indagini dei carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Terracina e dei colleghi della Stazione. Tra una testimonianza e l’altra riusciti comunque a rintracciare l’aggressore, il 45enne romeno T.F., anche lui domiciliato in città. Al momento del fermo, era nello stesso immobile teatro dei fatti.

Ad evitare che l’aggressione a colpi d’alcol e fiamme degenerasse in maniera letale, dicono gli accertamenti dei militari operanti, sarebbe stato l’intervento di un terzo straniero, pure lui residente presso il casolare: non solo è risultato estraneo a ogni addebito, ma è stato inquadrato come colui che nell’immediatezza dell’aggressione ha domato il fuoco.

Espletate le formalità di rito, terminate solo dopo quattro ore dal fermo, il 45enne finito in manette è stato associato presso la casa circondariale di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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