“Piano anticorruzione, l’opera da tre soldi”. Partecipazione Attiva critica

“Piano anticorruzione, l’opera da tre soldi”. Partecipazione Attiva critica

«Abbiamo cercato di ricostruire, non senza qualche difficoltà, la pantomima messa in scena dal Comune di Sperlonga per la definizione del Piano per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2019-2021 e riteniamo che la vicenda tragi-comica meriti di essere portata a conoscenza dei cittadini». Lo scrivono in un nota dal movimento civico Partecipazione Attiva, coordinato da Nicola Reale.

«Il 29 gennaio 2019 si è riunita la Giunta municipale per deliberare sull’aggiornamento del Piano anticorruzione che il Comune deve predisporre per obbligo di legge. Il verbale della riunione riporta che erano presenti il segretario comunale nonché responsabile anticorruzione, il sindaco, il vicesindaco e tre assessori. Ora la prima cosa che salta all’occhio ad un normale spettatore in platea è che delle sei persone partecipanti alla riunione il sindaco era stato arrestato con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta ed ha il relativo processo in corso, il vice sindaco è indagato in due diversi procedimenti penali, un assessore è indagato per abuso di potere e il segretario-responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza è indagato per peculato. Uno sceneggiatore non avrebbe potuto inventarsi un copione più esilarante. Fatto sta che la Giunta ha deliberato all’unanimità di confermare il Piano già approvato per il periodo 2016-2019, cioè esattamente quel piano anticorruzione talmente perfetto e sicuro, in vigenza del quale si erano verificati i reati di cui i vari amministratori e funzionari sono indagati o a processo.

Precedentemente a tale riunione, erano state presentate le osservazioni al Piano da parte delle minoranze; osservazioni che la Giunta ha spazzato via con uno starnuto. Alcune di esse erano concrete, sensate e condivisibili. Qualcun’altra era di pura propaganda, come quella dell’inutile ennesima richiesta delle dimissioni del sindaco, che è un po’ come chiedere al tacchino di accomodarsi nel forno.

L’ultima scena di questa incredibile commedia vede l’intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, la quale, nell’ambito della propria attività di vigilanza, rileva la mancata individuazione del nuovo responsabile per la prevenzione della corruzione, tenuto conto che il segretario comunale nel frattempo è stato assegnato ad altro comune nel dicembre 2018. Il Comune, a questo punto, nella sua risposta all’ANAC è costretto ad ammettere che non ha provveduto a revocare l’incarico al responsabile anticorruzione, che questi manco ha pensato a dimettersi e che, ad ogni buon conto, provvederà a sostituirlo. Nel frattempo, precisa il Comune, il fulgido segretario-responsabile anticorruzione continuerà ad assistere gli Organi istituzionali ed a esercitare tutti i suoi ruoli. Poi, evidentemente, si sono accorti di averla sparata troppo grossa e così, circa 20 giorni dopo, sempre in attesa della non facile scelta di un nuovo segretario comunale, un decreto del sindaco ha provveduto a nominare un nuovo responsabile anticorruzione, individuando per tale ruolo un dipendente comunale che attualmente riveste la qualifica di capo settore. Nutriamo qualche dubbio anche sulla legittimità di quest’ultima procedura, ma di fronte al marasma che avvolge questi sedicenti amministratori, per un puro atto di umanità siamo disposti a non affondare il dito nella piaga».

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