Parricidio, Cristian Canò liberato anticipatamente

Parricidio, Cristian Canò liberato anticipatamente

A sei anni di distanza dall’omicidio del padre Cristian Canò è un uomo libero.

Il 24enne di Cisterna ha finito anche con l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Per buona condotta il Tribunale di Sorveglianza di Roma lo ha infatti liberato con novanta giorni di anticipo.

Era il 21 dicembre 2012 quando il giovane, da poco diciottenne, sulla spiaggia di Capoportiere, a Latina, nel corso di una lite uccise il padre Gennaro, colpendolo alla testa con una tavola di legno trovata sull’arenile.

Riuscì subito a ottenere i domiciliari e, condannato in primo grado a 14 anni di reclusione dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Matilde Campoli, l’imputato, difeso dagli avvocati Angelo e Oreste Palmieri, ottenne in appello la riduzione della pena a 8 anni, che la Suprema Corte ha poi portato a sette e mezzo.

Una condanna per omicidio volontario.

Mentre era all’università, Canò venne quindi prelevato dalla Polizia e condotto in carcere.

Ma la permanenza del giovane in cella è stata breve.

Dopo un primo stop alla richiesta della difesa, il Tribunale di Sorveglianza gli ha infatti concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena residua.

E ora è completamente libero.

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