Terreni ex Samip occupati, arriva la stangata per il Comune

Terreni ex Samip occupati, arriva la stangata per il Comune

Salasso in vista per il Comune di Ponza. Il Tar di Latina ha accolto il ricorso della società Pontia Nova e ordinato all’ente locale di restituire alla srl i terreni dell’azienda che nel corso del tempo ha occupato abusivamente. In caso contrario, che appare però il più probabile visto che difficilmente il Comune potrà smantellare una serie di opere pubbliche, l’ente dovrà risarcire la società.


La vicenda riguarda i terreni un tempo proprietà della Samip, la spa che gestiva la miniera, in località Le Forna e Calacaparra.

Quelle aree sono state assegnate dal Tribunale di Roma alla Pontia Nova.

A partire dal 1979 e fino al 2010 il Comune ha però realizzato su quei terreni, senza effettuare alcun esproprio, una serie di opere: una scuola, attrezzature sportive, verde attrezzato, spazi di sosta. Opere che ora sembra altamente improbabile che possano essere rimosse.

La Pontia Nova, sedici anni fa, ha quindi fatto ricorso al Tar, chiedendo la restituzione degli immobili o di essere risarcita.

Un caso che, dopo essere approdata anche in Cassazione per stabilire chi fosse il giudice competente a decidere e dopo aver disposto una consulenza tecnica d’ufficio, ha portato il Tar di Latina ad accogliere il ricorso, ordinando all’ente locale di restituire alla Pontia Nova i terreni ripristinando lo stato dei luoghi.

I giudici amministrativi hanno inoltre specificato che se l’ente non restituirà gli immobili dovrà risarcire la società.

Stabilito infine che la Pontia Nova dovrà essere risarcita comunque per il danno subito da illegittima occupazione temporanea e Comune condannato a pagare seimila euro di spese di giudizio.

Una brutta tegola per le finanze dell’ente locale isolano.

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