Annullato dal Riesame il sequestro dei beni di Armando D’Alterio

Annullato dal Riesame il sequestro dei beni di Armando D’Alterio

Annullato il sequestro dei beni di Armando D’Alterio. Il Tribunale del Riesame di Latina ha disposto la restituzione di un appartamento, una Bmw e di polizze vita al 35enne fondano, di recente arrestato nell’ambito dell’inchiesta antimafia denominata “Aleppo”.

A dicembre, su ordine del gip, la Guardia di finanza aveva posto i sigilli al patrimonio di D’Alterio, accusato dai pm Carlo Lasperanza e Giuseppe Miliano di non aver comunicato le proprie variazioni reddituali al Nucleo di polizia economico-finanziaria nonostante fosse sottoposto alla sorveglianza speciale. Un sequestro di beni per circa 150mila euro.

Il Riesame, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Giulio Mastrobattista, Gaetano Marino ed Emidio Martino, ha però ora annullato il provvedimento.

L’Antimafia ha intanto disposto il giudizio immediato per gli arrestati nell’inchiesta “Aleppo”. Secondo gli inquirenti, Giuseppe D’Alterio, detto Peppe ‘o marocchino, da tempo ritenuto un referente del clan dei Casalesi nella Piana di Fondi, insieme ai figli Luigi, Armando e Melissa, con l’aiuto di altri quattro indagati, avrebbe controllato l’indotto del Mof, instaurando un monopolio sui trasporti da e per il mercato.

Un’inchiesta in cui sono stati ipotizzati i reati di estorsione, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante mafiosa. E i D’Alterio hanno deciso di farsi giudicare con rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma.

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