Palazzina in via Quarto, doccia fredda per il costruttore Riccardo

Palazzina in via Quarto, doccia fredda per il costruttore Riccardo

Dal Consiglio di Stato una doccia fredda per il costruttore Massimo Riccardo. Palazzo Spada, ribaltando le sentenze emesse dal Tar di Latina, ha avallato le scelte fatte dal Comune per bloccare la contestatissima palazzina in via Quarto e di conseguenza ha annullato il maxi risarcimento per la società dell’imprenditore, la Costruzioni Generali srl.

La Costruzioni Generali ottenne il 20 ottobre 2014 un permesso a costruire per realizzare un edificio residenziale in via Quarto, in base al piano particolareggiato del quartiere Prampolini. In cambio il Comune avrebbe ottenuto una particella di terreno di proprietà di Riccardo.

Il comitato del Gigante Buono diede battaglia e così una confinante. Emerse che quella particella era già di proprietà comunale, essendo stata espropriata nel 1980. Ne nacque un caso giudiziario, finito anche al centro dell’inchiesta “Olimpia”.

Il permesso a costruire venne annullato il 15 gennaio 2015 e venne emessa anche un’ordinanza di demolizione delle opere già costruite. Riccardo tentò quindi di ottenere dei nuovi permessi, riducendo le cubature, ma invano.

Contro i permessi negati la Costruzioni Generali fece poi ricorso, ottenendo ragione dal Tar a metà, in quanto secondo i giudici amministrativi per il permesso a costruire era scattato il silenzio-assenso. Riccardo inoltre fece ricorso per chiedere il risarcimento del danno subito dalla condotta dell’ente di piazza del Popolo, vedendosi riconoscere un indennizzo di 3.689.800 euro.

Sentenze impugnate, per ragioni diverse, sia dal Comune che della stessa società costruttrice. E ora per Riccardo è arrivata una bocciatura su tutta la linea dalla IV sezione del Consiglio di Stato.

Secondo i giudici, il silenzio-assenso scatta soltanto quando vi sono tutte le condizioni di legge per il rilascio di un permesso e non era quello il caso di via Quarto. Il ricorso del costruttore è stato così considerato “sia inammissibile che infondato”. Di conseguenza nessun risarcimento, in quanto l’assenza del danno ingiusto “esclude in radice l’astratta configurabilità della responsabilità risarcitoria del Comune”.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]