Nascosto nell’armadio dell’amico per evitare l’arresto, manette tra i vestiti

Nascosto nell’armadio dell’amico per evitare l’arresto, manette tra i vestiti

Sabato personale della Squadra Mobile di Latina ha tratto in arresto il pluripregiudicato Alessandro Anzovino, detto “Cibba”, nato a Napoli il 03.10.1993: deve espiare la pena di 4 anni e 11 mesi, in esecuzione di una sentenza per pene concorrenti emessa di recente dal Tribunale ordinario del capoluogo pontino. Il giovane, già da tempo irreperibile nel suo domicilio, dove stava scontando gli arresti domiciliari per un’altra condanna, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia in carcere emessa il 18 dicembre dalla Procura della Repubblica di Latina, a firma del pm Valerio De Luca. Aveva tentato di eluderla dandosi alla macchia, l’ordinanza l’ha raggiunto direttamente in un armadio. Proprio così.

Attraverso una complessa attività info-investigativa, intorno alle 20 gli agenti hanno rintracciato Anzovino all’interno di un appartamento, abitato da tale A. D. anch’egli pluripregiudicato. Proprio grazie all’aiuto di quest’ultimo, il 26enne aveva trovato rifugio ritardando di fatto la cattura. Una volta avuta la certezza della sua presenza all’interno dell’immobile, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione che ha dato esito positivo nonostante le reticenze poste in essere da parte del proprietario: mentre quest’ultimo insisteva sul fatto che nell’abitazione non vi fosse nessun altro, come accennato il ricercato è stato scovato all’interno di una armadio. Era nascosto tra i vestiti, spiegano dalla Questura.

Una volta catturato è stato tradotto presso la casa circondariale di Latina, mentre l’amico che aveva tentato di coprirlo è andato incontro a una denuncia per il reato di favoreggiamento personale. Già nel dicembre scorso Anzovino era riuscito a sottrarsi a un controllo operato da parte dei carabinieri riuscendo in quella circostanza a dileguarsi. Un curriculum penale lungo a dispetto della giovane età, quello del 26enne: fratello dei più noti Angelo e Salvatore Travali (entrambi detenuti in carcere per espiazione di una​ pena scaturita nell’ambito dell’operazione Don’t Touch), annovera precedenti penali di varia natura tra cui rapina, spaccio, estorsione e reati contro la persona.

Comments are closed.

h24Social