Il Comitato Mazzocchio: “Provincia di Latina sempre più pattumiera del Lazio”

I cittadini: “Prevenire emergenze come quelle di Roma ed evitare che scoppino anche qui. Il nostro territorio è già in emergenza, ormai da anni”

Il Comitato Mazzocchio: “Provincia di Latina sempre più pattumiera del Lazio”

La SEP di Pontinia

“Dopo l’incendio al Tmb Salario di Roma era inevitabile che la provincia di Latina dovesse venire in soccorso della Capitale accollandosi il trattamento di ulteriori tonnellate di rifiuti. Il problema è che questa eccezione stia diventando ormai la regola ed è ora che qualcuno intervenga”.

Manifestano preoccupazione i cittadini riuniti nel comitato Mazzocchio, frazione di Pontinia, a pochi giorni dalla decisione della Regione Lazio di dirottare centinaia di tonnellate al giorno di rifiuti, che non possono essere trattati dal TMB Salario dopo l’incendio, nelle altre province della Regione.

Il sequestro avvenuto alla SEP lo scorso ottobre

“Non è possibile, per quanto la stragrande maggioranza degli impianti in provincia siano sicuri e innovativi, che tonnellate di rifiuti viaggino per chilometri e chilometri sulle nostre strade – spiegano i cittadini – si crea un danno per ambiente e salute inevitabile. Oggi è toccato ad Aprilia e all’indifferenziato ma dovesse aumentare la raccolta differenziata a Roma come promesso, stante la mancanza di impianti di compostaggio, dobbiamo ipotizzare che i rifiuti organici vengano spediti nelle due aziende che insistono sul nostro territorio?

Siamo sempre più convinti che occorra una pianificazione e che ogni provincia debba rendersi realmente autonoma e trattare solo i propri rifiuti, in impianti piccoli e poco impattanti sul territorio. Noi siamo ancora in attesa che si faccia chiarezza sull’operato dell’azienda di compostaggio contro le cui puzze ci battiamo da un decennio. Continua ad operare nonostante i sequestri ed anzi la proprietà è stata autorizzata all’avvio di un nuovo impianto complementare al primo. In questa situazione di incertezza e preoccupazione non vorremmo ritrovarci a dover soccorrere una città in emergenza. Il nostro territorio è già in emergenza, da anni. Bisognerebbe invece programmare e costruire nuovi impianti meno impattanti. Occorre insomma prevenire, non rincorrere emergenze che arricchiscono pochi e impoveriscono tanti, ossia noi cittadini che paghiamo le tasse”.

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