Uscì fuori strada e morì la compagna incinta: chiesta maxi condanna

Chiesta la condanna del trentenne che, il 21 gennaio scorso, finì fuori strada con una Nissan Micra a Cisterna, mentre a bordo dell’auto c’erano la compagna incinta, alla sedicesima settimana di gravidanza, e le due figlie di lei, di cinque e due anni.

Un incidente terribile, che fece subito perdere alla 27enne Valentina Picca il bimbo che aveva in grembo e che a distanza di neppure un mese costò la vita anche alla donna.


Accusato di omicidio stradale, di lesioni personali stradali gravissime, di essersi messo alla guida dell’utilitaria senza assicurazione e senza patente, sotto l’effetto della cocaina e dell’alcol, e di interruzione di gravidanza, Alessio Consalvi, difeso dagli avvocati Giancarlo Vitelli e Alessio Faiola, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena, e per lui, al termine della requisitoria, il pubblico ministero Giuseppe Bontempo ha chiesto una condanna a dieci anni e otto mesi di reclusione.

Deciderà, nella prossima udienza, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone.

L’incidente si verificò su viale Kennedy, in zona Le Castella.

Consalvi perse il controllo dell’auto, finì contro un palo dell’Enel, la Nissan si ribaltò, si ridusse in mille pezzi e prese fuoco. Sottoposta a un intervento chirurgico presso l’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina, Valentina Picca non ce la fece e spirò il 16 febbraio scorso, mentre le due bambine, ricoverate al “Gemelli” di Roma in gravi condizioni, riuscirono a salvarsi.

Consalvi, alla luce di quanto emerso dalle indagini, venne quindi arrestato dai carabinieri e messo in carcere. Ora il processo.