Formia, “Scuole Amiche dei Diritti Umani”: incontro con Ahmed Abdallah

Formia, “Scuole Amiche dei Diritti Umani”: incontro con Ahmed Abdallah

“Oggi 3 dicembre un gruppo di studenti dell’Istituto superiore “Filangier-Fermi-Tallini”, in quanto aderenti al progetto Amnesty “Scuole Amiche dei Diritti Umani” avranno il piacere di incontrare Ahmed Abdallah, esponente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà che si è occupata di fornire consulenza ai legali della famiglia di Giulio Regeni.

L’incontro è stato organizzato solo oggi perché nella sua agenda si è liberato uno spazio, ma abbiamo voluto dare questa opportunità alle scuole del nostro territorio che si sono attivate per chiedere #veritapergiulioregeni .

Abdallah era stato arrestato nella notte tra il 24 e il 25 aprile 2016 dalle forze di sicurezza e rilasciato su cauzione il 10 settembre dello stesso anno, senza essere mai stato incriminato né processato. Ha denunciato di essere stato maltrattato, al momento dell’arresto, da parte di agenti delle forze di sicurezza che lo hanno colpito alla testa con il calcio della pistola. Le autorità non hanno aperto alcuna indagine.”

Lo riferisce in una nota il Gruppo Italia 277 – Formia Amnesty International Italia

 

Ahmed Abdallah, esponente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, ha pagato a duro prezzo il suo impegno in favore dei diritti umani.

Arrestato nella notte tra il 24 e il 25 aprile 2016 dalle forze di sicurezza, è stato rilasciato su cauzione il 10 settembre dello stesso anno, senza essere mai stato incriminato né tanto meno processato.

Ha denunciato di essere stato maltrattato, al momento dell’arresto, da parte di agenti delle forze di sicurezza che lo hanno colpito alla testa con il calcio della pistola. Le autorità non hanno aperto alcuna indagine.
L’arresto è avvenuto nel contesto delle proteste contro la decisione del presidente egiziano al-Sisi di trasferire due isole del Mar Rosso all’Arabia Saudita.

Tuttavia, si ritiene che i veri motivi del suo arresto siano stati il suo lavoro per porre fine alle centinaia di sparizioni forzate che si verificano ogni anno in Egitto e la consulenza fornita dalla Commissione egiziana per i diritti e le libertà agli avvocati della famiglia di Giulio Regeni.

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