Pontile Petroli: il sindaco Mitrano chiede ad ENI la realizzazione di un progetto di delocalizzazione

Ferma la posizione del primo cittadino di Gaeta: "Qualora non emergano da uno studio di delocalizzazione location idonee ad ospitare l'approdo delle petroliere, allora vuol dire che è tempo che l'ENI lasci questa terra!"

Pontile Petroli: il sindaco Mitrano chiede ad ENI la realizzazione di un progetto di delocalizzazione

Il pontile petroli va delocalizzato. Non possiamo più tergiversare o perdere altro tempo. Occorre tutelare l’interesse ed il bene della collettività di tutto il Golfo di Gaeta“.

Si esprime in maniera chiara e diretta il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano che interviene alla luce delle recenti polemiche che da settimane hanno posto in risalto l’urgenza di delocalizzare l’approdo ENI che insiste in località “Peschiera” a Gaeta.

Il sindaco di Gaeta, Cosimino Mitrano

“Pretendiamo dall’ENI – prosegue Mitrano – lo stanziamento di risorse economiche per la realizzazione di un progetto di fattibilità sullo spostamento del pontile. Lo studio  è fondamentale per poter avviare un confronto politico serio e costruttivo basato su un documento che ponga tra le priorità la sicurezza e la tutela ambientale di tutto il Golfo di Gaeta. Ora è prematuro esprimere qualsiasi giudizio sulla location ideale non avendo un progetto. Voglio evitare quindi di essere il solito politico tuttologo e populista che parla solo per avere una propria visibilità e cercare di mantenere il consenso. Non siamo più disposti ad aspettare.

Adesso l’ENI dimostri con i fatti di voler risolvere la questione pontile petroli nel rispetto e a salvaguardia delle città che si affacciano sul Golfo. Non possiamo più tollerare la presenza del pontile a due passi dal quartiere la Peschiera. Il colosso energetico ha per troppo tempo insistito sul nostro territorio comunale con un pontile che dista pochi metri da abitazioni e da un’area commerciale frequentata. Qualora però non emergano da questo studio location idonee ad ospitare l’approdo delle petroliere, allora vuol dire che è tempo che l’ENI lasci questa terra.

Sulla questione abbiamo sempre mantenuto un rispetto istituzionale ma la misura è colma.

Pontile petroli ENI

Intendo perseguire con ogni mezzo possibile un’azione politica finalizzata alla tutela della città, dei gaetani e dell’intero Golfo di Gaeta. Il sogno industriale qui a Gaeta è ormai un lontano ricordo. Noi vogliamo voltare pagina e dare un’identità turistica al nostro Golfo. La presenza dei depositi sulla piana di Arzano ha per troppo tempo segnato negativamente l’immagine della nostra città. I nostri cittadini provano una forte percezione di insicurezza. Ora è tempo di cambiare.

Attendiamo quindi  che l’ENI si attivi e subito nel produrre studi o atti progettuali concreti e nel rispetto del territorio. Al momento non possiamo esprimere valutazioni e determinazioni sulle varie ipotesi di delocalizzazione in quanto esse risulterebbero inutili e premature. Se pensiamo che sono trascorsi oltre 10 anni per approvare la variante al Piano regolatore portuale, sarà lecito chiedersi quanto tempo e quanti milioni di euro occorreranno per il processo di delocalizzazione del pontile. Ma questo non ci impedisce nel chiedere a ENI di assumersi le proprie responsabilità in merito: il nostro impegno è quello di delocalizzare il pontile, contemperando le esigenze di natura economica e commerciale con la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente e dell’area sensibile, nel rispetto comunque delle vocazioni turistiche delle città di Gaeta, Formia e Minturno“.

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