Pontile Petroli, Marciano: “Occorre mobilitazione e studio scientifico per scongiurare l’ipotesi Vindicio”

Pontile Petroli, Marciano: “Occorre mobilitazione e studio scientifico per scongiurare l’ipotesi Vindicio”

“Il Pontile Petroli di Eni costituisce una servitù ambientale incompatibile con la nostra visione di sviluppo economico e ambientale del Golfo.” Lo dichiara in una nota stampa il consigliere comunale di minoranza Claudio Marciano. “Non va bene che passi sotto Calegna, a Gaeta, e non va bene nemmeno che si appoggi alla banchina del porto commerciale, a due metri dalla spiaggia di Vindicio. L’unica opzione possibile è l’off-shore, in attesa di uno smantellamento della raffineria. Se costa, che paghi Eni, come ogni progetto di de-commissioning richiede.”

“Questa posizione è stata espressa dal Comune di Formia, a più riprese, dal 2003 ad oggi. Sono stati adottati ordini del giorno in Consiglio Comunale e sono state redatte lettere e diffide da parte del Sindaco Bartolomeo, su questo, e sull’argomento parallelo del milione di metri quadrati di mare occupato dagli impianti di mitilicoltura. Oggi, queste prese di posizione non bastano. La concessione del pontile è infatti scaduta. Il pontile sarà, prima o poi, delocalizzato da Calegne e il rischio che finisca sotto Vindicio è molto concreto, perché è una soluzione comoda per Eni, lucrosa per l’autorità portuale e vantaggiosa per un Comune di Gaeta abituato a ignorare qualsiasi cosa succeda al suo vicino. Se vogliamo intraprendere una vertenza dobbiamo praticare con intelligenza il conflitto.”

“Quindi – continua la nota -a redigere uno studio, ambientale ed economico, che dimostri l’insostenibilità del pontile presso Vindicio e la fattibilità dell’off-shore. Avere uno strumento vidimato da un’expertise scientifica di livello è una condizione necessaria per competere nei conflitti ambientali. Facemmo così contro i Dissalatori, e facemmo bene, perché fu quello che tolse all’Ato e ad Acqualatina la legittimità per procedere; Dare mandato all’avvocatura comunale di impugnare qualsiasi atto possa produrre effetti negativi per la salute dei cittadini e delle imprese di Formia;  Costituire uno strumento allargato della mobilitazione cittadina (un tavolo tra Comune, associazione, comitati) e favorirne l’espressione attraverso iniziative, dibattiti e anche forme confrontative e di disobbedienza civile, ovviamente non violenta, se necessaria; Approvare in Consiglio Comunale la richiesta di adesione all’autorità portuale locale di Formia e valutare, in caso di diniego, di ricorrere per vie giudiziarie; Sono idee, si possono migliorare. Spero che la maggioranza sia aperta al contributo delle altre forze politiche, specie di quelle che sulle politiche a favore del Golfo hanno sempre avuto una e una sola parola. E’ evidente che ogni punto può essere attuato, insieme, sia dal Comune di Formia, sia di Gaeta. Basta solo avere la volontà politica di farlo e opporsi alla strategia del Dividi et Impera.”

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