Rifiuti, appalti e mazzette: nell’inchiesta Ecocar finiscono Gaeta e Minturno

Rifiuti, appalti e mazzette: nell’inchiesta Ecocar finiscono Gaeta e Minturno

Un’associazione per delinquere costituita per far accaparrare a una ditta impegnata nella raccolta e smaltimento dei rifiuti appalti in vari Comuni, per far ottenere illecitamente alla stessa proroghe del servizio e per impedire che le venissero mosse contestazioni davanti a varie inadempienze. Tutto con il classico sistema della mazzetta a politici e dirigenti pubblici. E tutto con protagonista la Ecocar, già coinvolta in diverse indagini, comprese quelle antimafia, in diversi centri italiani.

Questi i contorni di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cassino che, dopo due anni di indagini, ha portato il sostituto procuratore Arianna Armanini a inviare 12 avvisi di garanzia.

Secondo il magistrato, la presunta organizzazione criminale avrebbe operato anche a Gaeta e Minturno, dove la Ecocar aveva vinto gli appalti.

Un’associazione per delinquere che sarebbe stata messa in piedi dall’imprenditore romano dei rifiuti Antonio Deodati, al timone della Ecocar, già colpita da interdittiva antimafia, il quale prima che la Prefettura emettesse tale provvedimento avrebbe messo a disposizione il denaro necessario a corrompere i pubblici funzionari e impartito agli altri le direttive.

A collaborare strettamente con lui sarebbero poi stati Antonio Nocera, di Nettuno, ed Emanuele Savo, di Roma.

Gli indagati pontini sono invece Lucio Bruno, collaboratore di Deodati e da tempo anche lui impegnato nel settore dell’igiene urbana, l’ex assessore all’ambiente di Gaeta, Alessandro Vona, e il funzionario del Comune di Minturno, Carlo Frasca.

Vona, assessore durante la prima consiliatura di Cosmo Mitrano e rimosso dall’incarico nel 2016, secondo il sostituto procuratore Armanini, sarebbe intervenuto “per eliminare le penali gravanti su Ecocar relative a ritardi nella gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti”. In cambio, dal 2014 alla fine di gennaio 2015, avrebbe ottenuto denaro dalla società di igiene urbana, per un totale di 55mila euro, somme “erogate da Deodati e materialmente consegnate da Nocera e Savo”. In un’occasione, il 27 gennaio 2015, Vona avrebbe ricevuto 10mila euro direttamente negli uffici della Ecocar.

Per quanto riguarda Minturno, invece, la Ecocar avrebbe corrotto il responsabile dell’ufficio comunale igiene pubblica, Carlo Frasca. Sarebbero stati predisposti atti e documenti per consentire alla società dei rifiuti di ottenere la proroga del servizio, sempre tra il 2014 e il 2015, e in cambio al funzionario sarebbero stati garantiti 500 euro al mese e gli sarebbe stata data un’auto, una Fiat Multipla. Vicende per cui, oltre a Frasca, sono indagati Deodati, Nocera, Savo e Bruno.

Sempre a Minturno, inoltre, sulla gestione dei rifiuti aveva aperto un’inchiesta, ipotizzando diversi reati, dalla frode all’abuso d’ufficio, anche il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe Miliano, indagando tra gli altri anche Frasca e Bruno.

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