Omidicio di Desirée Mariotttini, per due degli arrestati cade l’accusa di omicidio

Il Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza presentata da Chima Alinno e Brian Minthe. Attenuato anche l’addebito sullo stupro

Omidicio di Desirée Mariotttini, per due degli arrestati cade l’accusa di omicidio

E’ stata annullata l’accusa di omicidio volontario per Chima Alinno e Brian Minthe. Il Tribunale del Riesame ha accolto le istanze dei difensori di due dei cinque arrestati per la morte di Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina drogata e stuprata per ore nel palazzo di Tor San Lorenzo, a Roma nella notte tra il 19 e il 20 ottobre scorso.

In aggiunta, il Tribunale della Libertà ha inoltre derubricato l’accusa di violenza sessuale di gruppo in un ‘abuso sessuale aggravato dalla minore età della vittima’. Per i due è stato riconosciuto il reato di spaccio, e resteranno in carcere.

Per quanto riguarda i magistrati dell’accusa, guidati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, attendono le motivazioni che hanno portato alla decisione. Nel caso specifico i giudici non hanno ritenuto ci fosse la volontà, da parte dei pusher, di provocare la morte della giovane. Secondo quanto emerge, la linea della Procura resta ferma ed invariata e sarà presentato ricorso in Corte di Cassazione.

Intanto, mentre i giovani arrestati rimangono indagati per omicidio e violenza sessuale di gruppo era prevista per oggi, mercoledì 13 novembre, l’udienza del Riesame per Mamadou Gara, uno degli arrestati, nonché l’interrogatorio di garanzia di M.M., il pusher romano che avrebbe ceduto gli stupefacenti letali per Desirée.

In carcere, oltre a Gara, Chino e Mancini si trovano il senegalese Minteh Brian e il ganese Yusif Salia.

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