Corruzione, abuso d’ufficio e falsi: urbanistica nel mirino, undici indagati

Corruzione, abuso d’ufficio e falsi: urbanistica nel mirino, undici indagati

Corruzione, abuso d’ufficio, falsi, danneggiamento, abusivismo edilizio. Molte le ipotesi di reato emerse, in due anni di indagini, nell’inchiesta sull’urbanistica a Gaeta appena conclusa dal sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, che ha inviato undici avvisi di garanzia a funzionari e dipendenti comunali, tecnici privati, imprenditori e proprietari di immobili.

Un’indagine che si è concentrata sugli affari che sarebbero stati portati avanti dal tecnico comunale Cristofaro Accetta, secondo gli inquirenti socio occulto dello studio di Salvatorluca Tallaro, che avrebbe seguito illecitamente pratiche portate avanti dallo stesso Tallaro e dai tecnici Alessandro Liberace, di Formia, e Andrea Criscuolo, di Gaeta, incassando poi la metà delle parcelle di quest’ultimi.

Per il sostituto Siravo, inoltre, Liberace avrebbe anche intascato mazzette.

Nell’inchiesta sono poi finiti alcuni lavori, considerati abusivi, eseguiti in via Fontania, a Serapo, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e dove sarebbe stato anche ostruito un canale di scolo delle acque meteoriche, che parte dalla Flacca per raggiungere la spiaggia, mettendo a serio rischio l’intera area per quanto riguarda la tenuta idrogeologica.

E sempre nel mirino degli investigatori un permesso a costruire in via Fontania per una palazzina di tre piani, in cui ricavare 14 alloggi.

Indagati così, oltre ad Accetta, Criscuolo, Tallaro e Liberace, Arcangelo Purgato, di Itri, Silvestro De Pasquale, di Gaeta, Carmine Di Caterino, di San Cipriano d’Aversa, Lilia Maria Pelliccia, funzionaria del settore urbanistica del Comune di Gaeta, Fulvia Marciano, di Formia, Alessandro Cifra, di Latina, e Gennaro Grieco, di Cassino.

Undici indagati che dovranno essere interrogati nei prossimi giorni dai carabinieri di Gaeta.

Liberace, Accetta, Criscuolo, Marciano e Pelliccia rischiano inoltre misure cautelari e interdittive.

Per loro il sostituto procuratore Siravo ha infatti chiesto tali misure, negate dal gip del Tribunale di Cassino, e ora il magistrato ha fatto appello al Tribunale del Riesame, che il prossimo 29 novembre dovrà pronunciarsi su tali richieste. Nello specifico il sostituto Siravo ha chiesto gli arresti domiciliari per Accetta, il divieto di dimora a Gaeta per Liberace e Criscuolo e la sospensione dall’attività lavorativa per Marciano e Pelliccia.

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