Affari criminali nel capoluogo pontino: slitta l’udienza Don’t touch 2

Affari criminali nel capoluogo pontino: slitta l’udienza Don’t touch 2

Slitta la decisione del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, sulle richieste di rinvio a giudizio per gli imputati nel procedimento “Don’t touch 2”, in cui sono confluiti alcuni episodi emersi nell’inchiesta sulla organizzazione criminale costituita da Costantino Cha Cha Di Silvio e che, al termine delle indagini preliminari, hanno visto i pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro formulare venti capi d’accusa e inviare 21 avvisi di garanzia.

Per l’impedimento di un imputato l’udienza è stata aggiornata al prossimo 28 gennaio.

Gli inquirenti, al termine appunto delle indagini, hanno ritenuto che Salvatore Travali, uno dei presunti “soldati” dell’organizzazione criminale, avesse spacciato marijuana, detenuto illegalmente due armi da guerra e vario munizionamento insieme al fratello Angelo e all’anziana Teresa Listo, e, sempre insieme al fratello Angelo e ad Angelo Morelli, pestato Benvenuto Toselli.

Costantino Cha Cha Di Silvio, il capo dell’associazione per delinquere, sarebbe stato responsabile anche di minacce nei confronti di Matteo Palombo, che aveva criticato l’onorevole Pasquale Maietta circa la mancata partecipazione di quest’ultimo alla manifestazione di solidarietà verso il giudice Lucia Aielli.

Per i pm Spinelli e De Lazzaro responsabile di di minacce, in questo caso rivolte a Vittorio Bongiorno, giornalista del Messaggero, sarebbe poi stato Gianluca Tuma, accusato anche di intestazione fittizia di beni. E sempre per intestazione fittizia di beni, operazioni compiute per eludere eventuali sequestri e confische, hanno indagato Claudia Costanzo, Gino Grenga, Vincenzo Guerra, Giuseppe Travali, Angelo Travali, Francesco Viola, Angelo Morelli e Stefano Ciaravino.

Francesco Viola è stati poi ritenuto responsabile di detenzione illecita di una Magnum 357 e di una pistola mitragliatrice, Riccardo Pasini del porto illegale di una rivoltella, Benvenuto Toselli di falsa testimonianza nel processo “Don’t touch” circa il pestaggio che avrebbe subito e il capò ultrà del Latina Calcio, Giancarlo Alessandrini, detto “Giancarlone”, di aver messo sul bus con cui la tifoseria nerazzurra, il 23 settembre 2014, si è recata a Pescara, grossi tondini in ferro, da utilizzare per eventuali scontri.

Concluse le indagini preliminari, i carabinieri Giuseppe Almaviva e Fabio Di Lorenzo, di Aprilia, sono poi stati accusati di aver ricevuto denaro da Francesco Falco in cambio di informazioni sulle indagini in corso, su eventuali sequestri e arresti. E l’apriliano Falco di aver spacciato cocaina a Di Lorenzo. Sempre con l’accusa di spaccio di cocaina sono infine stati indagati gli apriliani Gino Rampello, Anna Maria Giammasi e Vincenzo Scala.

Un’inchiesta bis che ora approda in aula.

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