Sperlonga in ginocchio dopo la tempesta, Cusani: “Abbandonati dalla Regione”

Sperlonga in ginocchio dopo la tempesta, Cusani: “Abbandonati dalla Regione”

Come sapete la mia città, Sperlonga, è devastata dalle conseguenze della tempesta tropicale del 29 ottobre. Intere aziende agricole e turistiche sono state distrutte. Sono aziende che soffrono, che hanno perso tutto, imprenditori disperati che in pochi secondi hanno visto sfumare il lavoro di una vita e le loro produzioni, e che non hanno, ad oggi, alcuna certezza per il loro futuro. In questi giorni drammatici ci siamo rimboccati le maniche. Il Comune sta sostenendo per quello che può i lavori di sistemazione e il sostegno alle imprese.

Armando Cusani

Ci aspettavamo al nostro fianco – prosegue Armando Cusani – almeno il supporto della Regione con la sua struttura organizzativa, fatta di uomini, mezzi, attrezzature e di azioni concrete. Ad oggi invece la Regione è assente in un Comune che ha visto distrutte due delle sue infrastrutture più importanti, il cimitero e l’impianto sportivo, oltre al verde pubblico, e annientato decine di aziende agricole e turistiche. Non abbiamo avuto supporto di alcun tipo, abbiamo un assessore regionale all’agricoltura proveniente dalla provincia di Latina che non si è preoccupata nemmeno di visitare il suo territorio. E questo è un fatto gravissimo. L’unico rappresentante regionale che si è messo a disposizione la stessa sera dell’evento, pur non essendo nella maggioranza di governo, è stato Stefano Parisi.

A cosa serve solo una dichiarazione di Zingaretti a fronte di zero azioni concrete che si potrebbero attivare con gli strumenti dell’emergenza se non ad assolvere la propria coscienza?

Non basta firmare lo stato di calamità (atto dovuto) a distanza di 72 ore da eventi meteorologici straordinari che hanno causato vittime e distruzione.
Quello che bisogna fare al più presto, nella fase di emergenza, è stanziare risorse regionali per assistere la popolazione colpita nella attività ordinarie di ripresa della vita quotidiana e quindi attivare il Fondo di solidarietà nazionale per la ricostruzione delle aziende colpite.

Per questo chiediamo che la Regione attivi immediatamente gli “Interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole” (art.1 comma 2 lettera I della Legge 7 marzo 2003 n. 38) previsti nel Dgls 29 marzo 2004 n.102. Questo decreto è lo strumento utilizzato per tutte le calamità naturali nazionali dal 2004 ad oggi che si sono succedute in tutta Italia. E prevede che “in caso di danni causati alle strutture aziendali ed alle scorte possono essere concessi a titolo di indennizzo contributi in conto capitale fino al 100% dei costi effettivi.”
Le Regioni competenti lo attivano attuando la procedura di delimitazione del territorio colpito e di accertamento dei danni conseguenti quindi deliberano entro il termine perentorio non di 5 bensì di 60 giorni dall’evento, che è il tempo necessario per avere una chiara lettura di quello che è accaduto sul territorio attraverso un’analisi fatta sul campo, con una delimitazione precisa.

Noi in ogni modo stiamo lavorando senza sosta. Nei prossimi giorni avremo una mappatura precisa e reale del territorio interessato da questo cataclisma con i danni alle aziende, alle infrastrutture, materiali e immateriali. Ma non basta, perché abbiamo anche strutture turistiche e pubbliche da rimettere in piedi.  Ma l’agricoltura ha subìto il danno più esteso e dobbiamo cominciare da qui.

Zingaretti la smetta di fare ovvie dichiarazioni e inizi da oggi a dimostrare con azioni concrete il suo sostegno”.

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