I comunisti sul caso mensa: dai problemi igienico-sanitari alla “lavoratrice eroina”

I comunisti sul caso mensa: dai problemi igienico-sanitari alla “lavoratrice eroina”

Anche il partito della Rifondazione Comunista di Formia interviene sul caso mensa. Con i comunisti raccolti attorno al circolo intitolato a Enzo Simeone che puntano il dito contro la multinazionale Dussman anche per quanto riguarda la vicenda della lavoratrice sospesa, vicenda legata a doppio filo ai controlli sulla qualità del cibo somministrato nelle scuole cittadine. “Un’eroina”, la donna, dicono da Rifondazione. Censurando nel contempo anche l’atteggiamento del Comune. 

“La storia è nota: i carabinieri di Formia sono intervenuti, per effettuare verifiche amministrative, nel centro di cucina di via Olivastro Spaventola, dove avviene la produzione ed il confezionamento di alimenti e bevande somministrati nelle mense scolastiche delle scuole di Formia, servizio in gestito in appalto dalla multinazionale tedesca ‘Dussman service srl’. Dalla nota diramata a mezzo stampa emerge che i militari hanno rilevato una serie di inadempienze alle norme igienico sanitarie. L’informativa è stata quindi trasmessa al Nas di Latina, alla Asl, al gestore ed al Comune. Il sindaco, informato dei fatti, ha chiesto al gestore una relazione sulla visita dei carabinieri ed ha sollecitato l’immediato ripristino delle condizioni di sicurezza igienico–sanitaria; ha poi ribadito la volontà di effettuare quel controllo a sorpresa già annunciato all’inizio dell’anno scolastico. Nei giorni successivi è avvenuta poi la visita di una “Commissione mensa”, prevista dall’articolo 70 del capitolato speciale di gara, composta da alcuni genitori, che hanno potuto rilevare la qualità dei prodotti e la regolarità del servizio. D’altronde non poteva essere altrimenti quando si arriva dopo i carabinieri.

Ma non finisce qui! Alla questione sanitaria si aggiunge l’attacco ai lavoratori. Nel caso specifico l’aiuto-cuoca, responsabile di non aver taciuto la gravità dei fatti, chiedendo l’intervento del NUE 112, è stata sospesa per tre giorni con l’accusa di non aver riferito al responsabile del servizio. Consideriamo il comportamento della multinazionale tedesca nei confronti della lavoratrice di una gravità inaudita, in quanto persecutorio ed intimidatorio. Alla città non possiamo che chiedere, cosa sarebbe accaduto se il lavoratore avesse taciuto? Le pulizie – per pura magia – sarebbero avvenute regolarmente?

Sulla questione non possiamo che stigmatizzare il silenzio del consiglio comunale, che invece di ringraziare chi – grazie alla denuncia – ha evidenziato alla città la criticità del servizio mensa scolastica, resta in silenzio di fronte all’atto arbitrario della Dussman, lasciando così che nella nostra città tutto scorra come se nulla fosse, invece di interrogare l’attuale amministrazione comunale su quanto accaduto, sullo stato della mensa scolastica, e chiedere che multinazionale tedesca ritiri il provvedimento sanzionatorio nei confronti della lavoratrice. Tutto questo non è avvenuto, né da una parte né dall’altra. Per noi comunisti nessuna sorpresa! Sono anni ormai che la questione lavorativa è espulsa dal dibattito politico della nostra città. Il lavoro è ormai ridotto a semplice merce. E questo Comune non si sottrae alla schiera. Ne è conferma l’esternalizzazione dei servizi comunali, ormai prassi facilitata da una legislazione nazionale che ha trasformato il Comune di Formia in un appaltificio. Ma non basta. Qui addirittura è peggio visto che ai lavoratori ormai viene chiesta solo la assoluta ubbidienza all’azienda. La fedeltà aziendale viene prima di tutto, anche della legge stessa.

Ma cosa pretendere altrimenti? Se il maggior partito della sedicente sinistra ha approvato il Jobs Act, una delle leggi che ha riformato radicalmente il mercato del lavoro, il welfare e gli ammortizzatori sociali, penalizzando tantissimo i lavoratori, togliendo loro moltissime tutele, una su tutte: l’abolizione dell’articolo 18. La storia, come il mare, restituisce tutto. La coscienza di chi compie onestamente il proprio lavoro, quasi una forza soprannaturale, emerge nonostante l’infamia di chi si autoproclama difensore dei lavoratori e nonostante i soliti tentativi dii intimidazione. Quindi da parte nostra, in tanto silenzio, non possiamo che porgere il nostro ringraziamento alla lavoratrice per aver fatto il proprio dovere, nell’interesse generale dei tanti studenti che ogni giorno mangiano nelle nostre scuole. Un’eroina moderna che non va dimenticata”.

 

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