Terre “contese” tra Sabaudia e il Circeo, le reazioni dopo la Cassazione

Terre “contese” tra Sabaudia e il Circeo, le reazioni dopo la Cassazione

La Cassazione ha riaperto la partita tra i Comuni di San Felice Circeo e Sabaudia sulle terre di Molella, Mezzomonte e Palazzo ed ora la bilancia, contrariamente a quanto accaduto in primo ed in secondo grado sembra pendere decisamente dalla parte del Circeo. La questione della “proprietà” dei terreni torna in Appello ma con molti paletti che rendono la strada per il Comune di Sabaudia, molto in salita. Ed il pronunciamento della Cassazione conferma sostanzialmente tutta la linea che dal 2004 circa in poi, fu sostenuta dall’allora consigliere comunale di San Felice Circeo, Mario Vittorio Capponi purtroppo scomparso, una linea che fu appoggiata anche da alcuni consiglieri di opposizione a Sabaudia.

Oggi, sulla vicenda interviene nuovamente l’opposizione a San Felice Circeo.La questione dei territori – si legge in una nota del gruppo Verso il Domani –  che vennero utilizzati negli anni ’30 per la fondazione di Sabaudia è sempre stata molto complessa ma quanto affermato dai Giudici della Corte di Cassazione è molto chiaro: ‘è da ritenere che l’assegnazione al Comune di Sabaudia (nel momento della sua istituzione) di talune porzioni di territorio già di spettanza del Comune di San Felice Circeo non abbia significato e comportato attribuzione della proprietà delle medesime porzioni allo stesso Comune di Sabaudia, non essendo stata prevista alcuna sistemazione patrimoniale ovvero alcun riparto delle attività e passività’. In pratica, quei territori non potevano essere considerati di proprietà di Sabaudia”.

Ed ora cosa succede? “Non è facile capire – si legge ancora nella nota –  quale sarà la portata derivante dalla ordinanza con la quale la Suprema Corte ha cassato la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 1856/2014 che asseriva il contrario ma, in ogni caso, si tratta di una decisione di portata storica per il nostro territorio. E questo perché la stessa Corte di Appello – che dovrà emettere una nuova sentenza – si dovrà uniformare a quanto già indicato dalla Corte di Cassazione.  Si pone termine in questo modo ad una vicenda che dura dal 1933, anno del regio decreto 1071 con cui veniva stabilita la fondazione di Sabaudia, una vicenda che ha avuto un decorso estremamente travagliato e che è stata oggetto di numerose sentenze giuridiche, tutte a favore della tesi che quei territori di San Felice e di Terracina su cui era sorta Sabaudia fossero di fatto diventati patrimonio di quella città”.

Dopo il pronunciamento di secondo grado fu l’amministrazione Petrucci a decidere di ricorrere in Cassazione.  “Nel 2014, l’ultima di queste sentenze – della Corte di Appello di Roma – avrebbe potuto mettere fine alla storia. Ma l‘amministrazione Petrucci non si arrese e, accettando il consiglio dell’avvocato del Comune, Vincenzo Puca, affidò il ricorso in Cassazione al prof. Romano Vaccarella il quale eccependo un unico motivo ha vittoriosamente condotto a termine la battaglia del Comune di San Felice Circeo. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato conseguito perché rappresenta il coronamento di quello che è stato il nostro modo di governare vale a dire nell’esclusivo interesse del territorio, anche con il ricorso a professionisti seri e di indiscusso valore. Ne sarebbe orgoglioso anche quello che è stato a lungo un nostro compagno di viaggio e cioè il compianto Mario Vittorio Capponi il quale alcuni decenni fa aveva già anticipato le conclusioni dei Magistrati della Corte di Cassazione”.

Giuseppe Schiboni

Mentre i consiglieri di Verso il domani, in maggioranza nel 2014, rivendicano un successo iniziato con il meticoloso lavoro del consigliere Capponi, anche l’attuale sindaco, Giuseppe Schiboni è intervenuto sulla questione e coglie l’occasione anche per rispondere, tra le righe al gruppo Verso il domani. “Prendiamo atto favorevolmente dell’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione e siamo finalmente soddisfatti delle ragioni che il comune ha saputo farsi riconoscere nel lunghissimo contenzioso. Le mosse della definitiva pronuncia di questi giorni risalgono all’anno 2003 quando il comune di San Felice Circeo si appellò alla sentenza del commissario degli usi civici che aveva definito di Sabaudia i terreni di natura patrimoniale dei comprensori di Molella e Palazzo. Peccato che qualcuno racconti la storia solo dal 2014 anno in cui è stato proposto ricorso per Cassazione, dimenticando tutte le attività svolte in precedenza. In questa faccenda non ci sono meriti politici, ma la vittoria di un intero comune e della popolazione che vede riconosciuti i suoi sacrosanti diritti. Ora gli uffici stanno già lavorando per trovare la soluzione più idonea a definire l’annosa controversia. Nei prossimi giorni incontrerò il sindaco di Sabaudia per definire un percorso comune tra i due enti comunali”.

Già perché ora sarà necessario valutare tutte le possibili conseguenze considerando i pronunciamenti possibili in Appello. La situazione è davvero complessa considerando la questione usi civici ma anche procedimenti in itinere come la variante di Molella o progetti come la cittadella dello sport che pare potrebbe riaffacciarsi nel prossimo piano triennale delle opere pubbliche che però riguarda il Comune di Sabaudia da cui al momento non sono arrivati commenti sulla decisione della Cassazione.

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