‘E’ a rischio il Multipiano di piazza Aldo Moro’: Rifondazione Comunista lancia l’allarme

‘E’ a rischio il Multipiano di piazza Aldo Moro’: Rifondazione Comunista lancia l’allarme

“Il prossimo 20 dicembre alle 12,30 – presso il tribunale di Latina – verrà messo all’asta dalla curatera fallimentare il diritto di superficie del multipiano di piazza Aldo Moro”.

A renderlo noto è, tramite un comunicato stampa, il Circolo “Enzo Simeone”, partito della Rifondazione Comunista di Formia.

In soldoni chi si aggiudicherà l’asta giudiziaria potrà utilizzare l’immobile, ma la proprietà rimarrà in capo al comune di Formia. E cercheremo di spiegarvi il perché.

Ingresso al Multipiano delle Poste

Di certo è difficile districarsi tra la mole di carte che hanno caratterizzato la storia della sosta nella nostra città. La sua in particolare è il riassunto di anni di malgoverno che hanno caratterizzato la storia amministrativa della nostra città.

Con Deliberazione di consiglio comunale n. 52/2006 veniva approvato il progetto preliminare per la realizzazione del Multipiano, per un quadro economico di Euro 5.261.000,00 in attuazione del Piano Parcheggi cittadino approvato ai sensi della L. 122/89 e concedeva alla FORMIA SERVIZI SpA (partecipata dal comune per il 51%) – sull’area di Piazza Aldo Moro – il diritto di edificare e gestire il parcheggio multipiano per la durata di anni 44. Gli accordi prevedevano inoltre che alla “scadenza della concessione le opere realizzate dovevano essere trasferite a titolo gratuito al Comune di Formia”. I lavori del Parcheggio furono aggiudicati all’ATI Impresa Di Cesare Gino Srl – Mandataria e Comac Srl – Mandante.

Tutto bene? Per niente.

Infatti con sentenza n. 58/2010 del 23.09.2010 il Tribunale di Latina ha dichiarato il fallimento della FORMIA SERVIZI SpA, sentenza confermata in appello con n. 974/11 del 22.11.2011.

A questo punto nella gestione della sosta è subentrata prima la SOES spa di Telese (BN) e poi la S.I.S. di Perugia, a cui è stata data la possibilità di utilizzare l’immobile, non prima di una lunga serie di carte bollate. Alcuni hanno poi sottolineato l’illiceità dell’operazione. Di certo abbiamo un accordo tra la curatera fallimentare e il comune di Formia, con il quale si stabiliva che quest’ultimo avrebbe – in cambio di un affitto di 5mila euro mensili – potuto utilizzare il multipiano nel periodo che andava dal 1/12/2017 al 30/04/2018 ed era inoltre escluso ogni tacito accordo.

Allo scadere del contratto l’immobile doveva essere consegnato libero da persone e in buono stato di manutenzione. In caso contrario l’utilizzatore (il comune di Formia o la S.I.S. di Perugia?) avrebbe dovuto corrispondere al fallimento un importo pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nella consegna. Deriverebbe quindi una penale di 21mila euro che il comune di Formia deve corrispondere alla curatera fallimentare.

Inoltre i 5mila euro mensili sono stati effettivamente pagati dal comune di Formia. Tra l’altro non si capisce a che titolo visto che la sosta veniva gestita da una società privata. Non sappiamo comunque se l’accordo è valido o meno, più di qualcuno ha messo in dubbio anche questo. Non sarebbe il caso che qualche consigliere comunale interroghi i dirigenti comunali per capirci qualcosa per evitare dannosi contenzioni? Aspettiamo fiduciosi.

Un altro aspetto che ci preme sottolineare e che paradossalmente tutto questo papocchio influenzerà negativamente anche il nuovo appalto che l’attuale amministrazione ha deciso di bandire, quello attuale è in proroga da tempo immemore. Infatti ci domandiamo quale attrattiva può avere la sosta senza la disponibilità del multipiano. Si rischia così di avere ricadute negative anche dal punto di vista occupazionale, meno parcheggi, meno personale necessario. Alla fine di tutto questo, con creditori inferociti, dipendenti appesi, soldi spesi per cosa non si sa bene, tribunali della Repubblica chiamati a barcamenarsi tra carte e cartuccelle, ci domandiamo fino a quando potrà durerà l’idea di una città piegata agli interessi di una cricca di malfattori, che ha trasformato Formia in una cloaca, nella quale la parola “politica” ha ormai perso il suo significato migliore.

 

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