Evasione fiscale e autoriciclaggio, confermato sequestro milionario

Evasione fiscale e autoriciclaggio, confermato sequestro milionario

Confermato il sequestro dei beni dell’imprenditore Gianni Savo, 63 anni, di Cisterna, accusato di evasione fiscale, false comunicazioni sociali e autoriciclaggio.

La Cassazione ha respinto il ricorso con cui il 63enne aveva chiesto di togliere i sigilli a parte del patrimonio.

Finito in un’inchiesta su una serie di presunti reati societari e tributari commessi tramite una girandola di società, tra Cisterna ed Aprilia, portata avanti dal sostituto procuratore Valerio De Luca, Savo lo scorso anno si è visto bloccare denaro, immobili e quote societarie per oltre 1,3 milioni di euro.

Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, dunque a far tornare allo Stato quanto compiendo vari reati gli sarebbe stato sottratto, disposto dal gip Mara Mattioli ed eseguito dalla Guardia di finanza.

Contro quel sequestro l’imprenditore ha fatto ricorso, ma invano.

Il 19 aprile scorso il Tribunale di Latina ha rigettato anche l’appello con cui l’indagato chiedeva il dissequestro di parte dei beni, sostenendo che vi era sproporzione tra le somme a lui contestate e il valore del patrimonio a cui erano stati apposti i sigilli, non essendo stata fatta una stima attendibile del valore di mercato degli immobili e delle quote societarie.

E i sigilli sono stati ora confermati dalla Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Savo.

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