I rom a Latina erano un’associazione criminale: condanne definitive

I rom a Latina erano un’associazione criminale: condanne definitive

Condanne definitive nel processo “Don’t touch”. Rigettando i ricorsi dei principali imputati la Corte di Cassazione ha confermato che i rom a Latina avevano costituito un’associazione per delinquere impegnata nelle estorsioni, nei prestiti usurai e nello spaccio di droga, che faceva poi investimenti con capitali sporchi.

Confermate dunque le condanne a 10 anni di reclusione per il capo dell’organizzazione criminale, Costantino Cha Cha Di Silvio, difeso dagli avvocati Angelo Palmieri e Gaetano Marino, a 3 anni e 4 mesi per Gianluca Tuma, il volto imprenditoriale del gruppo, difeso dall’avvocato Tognozzi, a quattro anni e mezzo  per il “soldato” Angelo Morelli, a due anni e mezzo per il carabiniere Fabio Di Lorenzo, di Aprilia, una talpa del gruppo criminale, difeso dall’avvocato Di Nardo, a 5 anni e 4 mesi per Davide Giordani, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, a un anno e tre mesi per Alejandro Bortolin, e a 4 anni e mezzo per Ionut Necula, uno dei romeni accusati dei furti nelle ville, tra cui quella dell’ex deputato Pasquale Maietta.

Annullata, con rinvio alla Corte d’Appello di Roma, solo la condanna per Riccardo Pasini, difeso sempre dall’avvocato Marino, che già in secondo grado era stato assolto dall’accusa di essere parte dell’associazione per delinquere e si era visto ridurre la pena a due anni di reclusione.

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