Differenziata a picco? Lucci chiede lumi sui dati “nascosti”

Differenziata a picco? Lucci chiede lumi sui dati “nascosti”

Cala la percentuale di raccolta differenziata, il servizio va avanti con proroghe infinite (è possibile?) ed i cittadini ne sanno ben poco salvo che per eventuali aumenti in bolletta. E’ questo il quadro descritto dall’ex sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci che tocca un tasto dolente e cioè quello del servizio rifiuti rispetto a cui, per l’ex primo cittadino le comunicazioni ai cittadini sarebbero ben poche e per un motivo preciso. Quale?

L’ex sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci (foto h24)

I DATI “SCOMPARSI” “Prendo atto – commenta Lucci –  che da molto tempo non compaiono sui display posizionati agli ingressi della città le comunicazioni mensili riguardanti i risultati della raccolta differenziata. Sarebbe obbligo dell’amministrazione comunale comunicare tale dato ai cittadini, tanto più che il servizio porta a porta, è parte importante di una gestione amministrativa ed è stato fiore all’occhiello della città di Sabaudia che per questo è stata premiata, nel passato recente, con riconoscimenti nazionali e relative riduzioni sulla tassa dello smaltimento(Tari) per aver raggiunto quota 75% di rifiuti differenziati. L’ attuale amministrazione che propagandava nel proprio programma elettorale la ‘trasparenza e il rapporto diretto coi cittadini’ ha smesso però di aggiornare la cittadinanza su questo aspetto importante. Il mistero di questa omissione è presto risolto”.

DIFFERENZIATA IN CALO Tuttavia l’ex sindaco evidentemente dopo una serie di riscontri ha potuto constatare quali siano questi dati che non sono stati comunicati almeno per quanto riguarda la percentuale di raccolta differenziata. “I dati mensili – prosegue Lucci –  delle percentuali sono scesi drasticamente del 10/13%
rispetto al periodo al quinquennio 2012/ 17 e, cosa ancor più grave, non vengono fornite le doverose motivazioni ai cittadini. Le condizioni operative sono sempre rimaste tali e quali: la ditta Sangalli ,il capitolato, il bacino demografico di intervento. Non sono state, inoltre, apportate modifiche sostanziali al contratto originario tanto che lo stesso è in proroga da circa due anni. Apparentemente non sembra cambiato nulla rispetto al passato se non un evidente peggioramento nei risultati di raccolta. Quest’ Amministrazione che si è mossa alla parola d’ordine di resettare tutto, è evidente che stia resettando anche i servizi che funzionavano”.

A POCO PIU’ DI UN ANNO DAL VOTO  La nuova armonia ritrovata almeno in parte centrodestra non sembra essere più soltanto un’ipotesi. Non potevano mancare quindi le considerazioni di tipo puramente politico che partono però da un dato e cioè una campagna elettorale, quella dell’attuale sindaco caratterizzata dalla volontà/spot di ‘resettare il sistema e da decine di attivisti che hanno trasmesso alla popolazione questo messaggio arrivato come il cambiamento tout court con quella che più volte è stata definita proprio in campagna elettorale come la ‘vecchia’ classe politica. “Poco più di un anno fa – continua Lucci –  Sabaudia era in piena campagna elettorale. L’ attività fremente dei Cittadini al Lavoro, lista civica che ha espresso l’attuale maggioranza, gli slogan usati in campagna elettorale, le interrogazioni rivolte all’amministrazione precedente dalla Consigliera Gervasi- oggi sindaco- e poi i diversi convegni fatti in un albergo cittadino per raccogliere le istanze , i volantini , gli opuscoli illustrativi miravano a stigmatizzare il servizio raccolta rifiuti proponendo migliorie proprio per aumentare la percentuale della differenziata a Sabaudia definita dagli stessi la ‘città giardino’.

Ad oggi non è chiaro cosa abbiano prodotto di positivo e concreto suddetti slogan visto che questa nuova classe politica non ha cambiato niente ma solo peggiorato quello che ha trovato. Il consigliere di maggioranza stessa Immacolata Iorio, che possiede la delega al verde e alla nettezza urbana, non ha ancora fornito nessuna comunicazione ufficiale, facendo dubitare che sia in grado di spiegare ai cittadini quali siano queste anomalie che impediscono almeno di mantenere un livello quantitativo stabile nella gestione della raccolta dei rifiuti . E questa pessima performance si somma alla scadente e insufficiente cura delle palme che sono da ritenersi patrimonio di Sabaudia. Temo che questo silenzio strategico sarà interrotto dall’ ennesima mancata assunzione di responsabilità politico amministrativa quando saranno accusati di queste negligenze i dipendenti, che ricordo, sono gli stessi del passato”.

UN FIUME IN PIENA Insomma Lucci è un fiume in piena, deciso più che mai a togliersi qualche sassolino dalla scarpa rispetto le numerose critiche rivolte alla sua gestione, critiche che spesso hanno portato a dare la colpa al passato anche quando in effetti il Comune era commissariato. Questa volta però l’ex primo cittadino, che sia una strategia politica o meno, solleva la polemica con i dati alla mano. “Il servizio porta a porta – conclude –  è iniziato il 01 marzo 2012 e il dato della differenziata allora era attestato intorno al 16/18% . Nonostante le iniziali comprensibili resistenze dell’ utenza abituati a gettare in cassonetti generici i rifiuti, dopo pochi mesi si è arrivati a percentuali vicine al70% ,fino a raggiungere, dopo un anno a regime, il 75%. Si sarebbe raggiunto l’ 80% se la Regione Lazio, come avevano fatto le altre regioni, avesse sommato la quota del 4/5% derivante dallo spazzamento stradale. Adeguamento che è stato riconosciuto nel computo della differenziata solo dal 2017 . Purtroppo a Sabaudia, in questo ultimo anno, nonostante l’adeguamento, la percentuale della differenziata è scesa al 65/67%. Un calo preoccupante aggravato dalla mancanza di una spiegazione plausibile e oggettiva. Questo peggioramento non permetterà di usufruire della riduzione del 3% sulla tassa provinciale. Con il rischio certo che questo comporterà un aumento per la prossima annualità”.

E restando in tema di differenziata di mistero ce ne è anche un altro a cui non è seguita nessuna risposta ufficiale. Parliamo dei sacchi provenienti dal Comune di Sabaudia e scaricati abusivamente tra le campagne di Sarno. Il ritrovamento da parte di un gruppo di guardie ambientali è avvenuto nel mese di aprile ma ad oggi non si sa come quei sacchi siano arrivati lì e se effettivamente, trattandosi di buste gialle con tanto di logo del Comune si trattasse di plastica proveniente da Sabaudia.

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