Le precisazioni del Cda di Acqualatina sulla Class Action

Il tutto in una lettera aperta a firma del presidente Michele Lauriola

Le precisazioni del Cda di Acqualatina sulla Class Action

Class action sì, class action no. Prosegue il botta e risposta a distanza tra il gestore del servizio idrico e il pool di avvocati promotori della class action.

Ultimo atto di questa diatriba che passa dal campo della giustizia, la lettera aperta del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina che alleghiamo in forma integrale.

“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione di Acqualatina, sento il dovere di fare chiarezza in merito alla Class Action promossa nei mesi scorsi da un pool di Avvocati del basso Lazio.

Per tale Class Action, rigettata per 5 punti su 6 dal Tribunale di Roma, deve ancora essere esaminato, dal Tribunale stesso, l’unico punto preso in esame: quello sulle cosiddette partite pregresse.

Alla luce delle informazioni false e distorte che stanno circolando sui media e sui social, pertanto, riteniamo nostro dovere informare con correttezza tutti gli Utenti di questo territorio sulla questione, in modo che qualsiasi, comunque legittima, decisione, sia presa in piena consapevolezza e libertà:

  1. Per evitare ogni fraintendimento, si ricorda da subito che, a oggi, non è in atto alcun rimborso, né esistono rimborsi ottenibili o richiedibili. Il Tribunale di Roma, infatti, come già detto, ha solo dichiarato ammissibile il punto relativo a tale voce di bolletta, per la class action, scartando gli altri 5 punti che erano stati proposti. Nulla di più.
  1. In ogni caso, quando parliamo di partite pregresse, parliamo di poste tariffarie approvate dall’EGATO (quindi dai Sindaci), che il gestore ha il diritto di riscuotere in base a una normativa nazionale. Si tratta, quindi, di un importo che molti gestori italiani si trovano a dover richiedere ai propri Utenti, in quanto si sta parlando di somme che vanno a coprire spese già sostenute dal gestore.
  1. Qualora il tribunale decidesse per una restituzione delle somme relative alle partite pregresse, il gestore procederebbe alla restituzione delle stesse verso chiunque ne facesse richiesta. È chiaro, dunque, che non sussiste alcun obbligo di aderire alla Class Action, per veder tutelati i propri diritti dinanzi alla Legge, né di corrispondere i 15 euro attualmente richiesti agli aderenti alla class action, che genererebbero un importo totale di circa 4 milioni di euro a favore del pool degli avvocati promotori.
  1. Per quanto riguarda l’esito della class action in sé, poi, la conseguenza della restituzione di queste somme, in relazione a un eventuale esito positivo dell’azione di classe, comporterebbe, di fatto, un aumento tariffario e un blocco immediato degli Investimenti . Gli utenti stessi, dunque, potrebbero trovarsi a ricevere un aumento tariffario.

Peraltro, va detto che Acqualatina ha proposto reclamo alla Corte d’Appello, per l’ammissione stessa della class action. Pertanto, finché la Corte non si pronuncerà sul reclamo, l’ordinanza del Tribunale di Roma non può ritenersi in alcun modo definitiva e potrebbe essere annullata, o riformata.

In chiusura, confermo la piena disponibilità dei nostri uffici per qualsiasi necessità di approfondimento e auspico che venga fatta chiarezza in merito ad una questione tanto articolata, resa ancor più di difficile comprensione dalla continua disinformazione diffusa in questi mesi. 

Michele Lauriola, Presidente di Acqualatina”

Comments are closed.

h24Social