“Tiberio”, in aula ascoltato il vicino “scomodo” di Cusani

“Tiberio”, in aula ascoltato il vicino “scomodo” di Cusani

Prosegue davanti al Tribunale di Latina il processo “Tiberio”, con imputati il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani, dirigenti comunali e imprenditori, tutti accusati di aver messo in piedi un sistema illecito volto a favorire l’attività imprenditoriale del primo cittadino e a pilotare appalti a discapito della collettività.

Ascoltati in aula Carmine Tursi, il vicino dell’hotel del sindaco, il “Grotte di Tiberio”, che ha ribadito come i lavori effettuati nella struttura ricettiva abbiano di fatto inglobato la sua abitazione e come davanti a tutte le sue richieste l’amministrazione comunale, pur di avvantaggiare illecitamente Cusani, sia rimasta inerte.

Iniziato poi l’esame del maresciallo Fabio Casali, che ha risposto alle domande sulle intercettazioni telefoniche compiute nel corso delle indagini e sulla genesi dell’inchiesta, a partire dalla casa data dal sindaco al dirigente Pacini, ritenuta il prezzo della corruzione.

L’istruttoria proseguirà il prossimo 1 febbraio.

Sotto accusa, oltre al sindaco, i funzionari comunali Isidoro Masi e Massimo Pacini, e gli imprenditori Andrea Fabrizio, Antonio Avellino e Nicola Volpe.

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