Guerra del biliardino, tre pontini finiscono indagati

Guerra del biliardino, tre pontini finiscono indagati

A Latina è esplosa la guerra del biliardino. Tre imprenditori sono finiti indagati con l’accusa di aver prodotto illecitamente un particolare tipo di calcio balilla coperto da brevetto e lo stampo utilizzato è stato posto sotto sequestro, sigilli avallati ora anche dalla Cassazione.

A far aprire le indagini una denuncia presentata dall’imprenditore genovese Mauro Cesare Ferrando.

Quest’ultimo ha sostenuto che, nonostante nel dicembre 2015 fosse stata revocata ai pontini la licenza che gli era stata concessa per lo sfruttamento industriale del suo brevetto, relativo alle sponde da posizionare sui tavoli da gioco di calcio balilla, quest’ultimi erano andati avanti nella produzione.

Fabio Mattioli, 26 anni, Giorgio Alberton, 32 anni, e Giuseppe Alberton, 64 anni, sono stati così indagati per usurpazione dei titoli di proprietà industriale e, su ordine del gip del Tribunale di Latina, gli è stato sequestrato lo stampo della sponda modello “Calcio balilla con sponde veloci”.

Un provvedimento confermato dal Tribunale del Riesame di Latina e ora anche dalla Cassazione.

Gli indagati, ricorrendo alla Suprema Corte, hanno sostenuto che il modello registrato da Ferrando all’Ufficio Nazionale Brevetti è caratterizzato da nullità assoluta, che l’imprenditore ligure ha disatteso gli accordi presi con loro, si è appropriato di idee innovative da loro apportate al biliardino, e ha stipulato un contratto con un’altra ditta, per accaparrarsi il particolare mercato.

Argomentazioni respinte dai giudici, precisando che diventeranno oggetto di dibattito nell’eventuale giudizio, in cui si dovrà discutere della validità sostanziale del brevetto, ma che per quanto riguarda il sequestro a confermarlo è sufficiente l’avvenuta violazione.

Sigilli confermati quindi e indagati condannati alle spese.

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