L’ex compagno cerca di ucciderla: salvata da un pescatore eroe. Feriti, ma vivi

L’ex compagno cerca di ucciderla: salvata da un pescatore eroe. Feriti, ma vivi

Un duplice tentato omicidio in trasferta, evitato per un soffio alla periferia di Terracina. E un pescatore che dalla polizia non hanno esitato a definire eroe: per salvare una donna mai conosciuta, madre di una bimba e vittima designata dell’ex compagno poi arrestato, venerdì ha rischiato seriamente la vita. Finendo ricoverato in ospedale per le lesioni cagionate dalla furia dell’aggressore, un pregiudicato calabrese nativo di Rosarno ma residente in provincia di Milano.

Un uomo che ha alle spalle già qualcosa come sette anni di carcere per un altro tentato omicidio, e che nell’occasione si è reso protagonista prima di un rapimento, poi di una corsa folle in auto, armato di un coltello. Michelangelo Porretta, questo il suo nome: 43 anni, oltre che di duplice tentato omicidio doloso, è accusato dei reati di sequestro di persona e stalking.

Sebbene in stato di choc la sua ex convivente, rapita a Gaeta, sotto casa, dove era stata prelevata con una scusa, è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 15 giorni. Il salvatore della donna, una 29enne gaetana, si trova invece ancora ricoverato in prognosi riservata: non è in pericolo di vita, ma ha fratture multiple ed ha rischiato di annegare. Si tratta di un turista, caso ha voluto anche lui Milano. Era in ferie a Terracina intento nel suo hobby preferito, si è ritrovato protagonista di momenti al cardiopalmo e di una fuga in auto che ha salvato una vita. Rischiando la sua, con tanto di minacce, inseguimento in macchina, incidente e carambola in un canale. Come in un film.

Per un gesto di “alto senso civico”, come sottolinea la polizia di Terracina. I cui agenti, sopraggiunti tempestivamente in seguito a una raffica di chiamate di automobilisti che avevano assistito ad alcune fasi dell’inseguimento, hanno prima bloccato e ammanettato Porretta evitando che potesse mettere in atto il delitto ‘raddoppiato’ in corso d’opera, per segnalare infine l’accaduto al Dipartimento della pubblica sicurezza: per il pescatore eroe si sta valutando un riconoscimento.

Canna da pesca ed esche a portata di mano, era l’unico presente nei paraggi. Senza quasi accorgersene, ha visto catapultarsi nella propria auto la 29enne, riuscita a fuggire dalle grinfie dell’ex compagno, che fino a prima la teneva bloccata: una mano stretta al collo, l’altra a brandire un lungo coltello da cucina. Minacciava di tagliarle la gola e di buttarla a fiume. Fino a quando la donna non ha trovato la forza di liberarsi per un attimo. Questione di secondi, dunque l’irruzione – letterale – nella macchina del pescatore. L’unica persona presente nei paraggi,

All’inizio, riferiscono gli inquirenti, il turista lombardo non aveva capito. Si è visto spuntare la 29enne dal nulla, con quest’ultima che gridava di scappare perché il calabrese voleva ucciderla. Il tempo di avere un veloce, pericolosissimo tete-a-tete con l’accorrente Porretta, spazio a un inseguimento da piede fisso sull’acceleratore. Con tanto di semafori rossi ignorati, e contraddistinto dai ripetuti tentativi di speronamento all’auto dell’improvvisata coppia di fuggitivi, rimasta infine incidentata.

La macchina è stata mandata fuori strada ed è volata in un canale, a sprofondare lentamente e a riempirsi d’acqua; il pescatore e l’ex compagna dell’arrestato nell’abitacolo feriti e semi-incoscienti. A ‘salvare il salvatore’ e la prima vittima designata, alla fine ci hanno pensato i poliziotti, che, di segnalazione in segnalazione, erano riusciti a ripercorrere il tragitto dei due mezzi. Arrivando giusto in tempo.

Il calabrese secondo le ricostruzioni degli agenti della squadra investigativa era venuto appositamente dal Nord per compiere il delitto di quella che fino a qualche tempo fa era la sua metà, oltretutto mama della sua bambina. Mentre la piccola dormiva in casa con la nonna, la 29enne è stata attirata in una trappola con una scusa sordida. “Provvedere a degli acquisti da effettuare per la figlia”, rimarcano gli agenti. Un appuntamento degenerato da subito in una fuga a gran velocità verso la campagna di Terracina, sotto minacce di morte. Fino all’escalation.

Porretta si trova ora rinchiuso presso la casa circondariale di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ultimamente era stato denunciato due volte dalla 29enne, che si era presentata presso il Commissariato di Gaeta dicendo di essere stata minacciata e di sentirsi perseguitata. Ironia della sorte, l’atto di coraggio della donna stava per sortire i primi effetti fattivi proprio ieri, giorno del doppio tentato omicidio: da parte del Tribunale di Cassino, a carico dello stalker ritrovatosi in manette come mancato assassino era giunto un divieto di avvicinamento all’ex convivente. Non si è fatto in tempo a notificarlo.

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