Cede un argine del canale romano, chiuso un accesso ma servono altre risposte

Cede un argine del canale romano, chiuso un accesso ma servono altre risposte

Transitare sul canale romano è pericoloso? Quali accertamenti sono stati fatti fino ad oggi? Probabilmente ancora queste risposte non ci sono ma il sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi con un’ordinanza ha disposto la chiusura al transito la passerella di accesso all’arenile limitrofa al canale del Lago di Paola (strada Lungomare km 35+700, n.15). Il provvedimento è stato postato anche sul profilo Facebook del primo cittadino come avviso pubblico con tanto di foto – che abbiamo riportato – per dare con tempestività informazioni ai cittadini.

LE MOTIVAZIONIIl provvedimento – si legge in una nota dell’Ente –  fa seguito ai sopralluoghi effettuati dal Settore X – Urbanistica e S.U.E., i quali hanno riscontrato l’instabilità della passerella lignea di accesso all’arenile pubblico, al fine di ottemperare all’ordinanza del Tribunale di Latina n.1293 del 13 marzo 2018, con la quale si disponeva una ricognizione dello stato delle passerelle di accesso dalla strada Lungomare all’arenile pubblico.  Va precisato che il bene in questione è di proprietà demaniale e che con una nota del 20 agosto 2018 proprio l’Agenzia del Demanio, Direzione regionale Lazio, sollecitava il Comune di Sabaudia a predisporre un atto interdittivo per la salvaguardia della pubblica incolumità. Pertanto il provvedimento si è ritenuto urgente ed immediatamente eseguibile. Con l’ordinanza, il sindaco ha dato disposizione agli Uffici comunali di provvedere ad interessare tutti gli Enti preposti alla tutela dei vincoli archeologici, ambientali, paesaggistici, edilizi e idraulici, ognuno per le proprie competenze, ed adottare tutti i provvedimenti tesi all’eliminazione dello stato di pericolo”.

IL CEDIMENTO DELL’ARGINE  Nello specifico è stato riscontrato il cedimento di parte dell’argine della foce sud del bacino lacustre denominato “Porto Canale Romano”, e per questo è stata anche la navigazione del canale sottostante. Meglio tardi che mai, considerando che il carico antropico passato il ferragosto va comunque diminuendo sensibilmente. Eppure nei mesi scorsi diversi interrogativi posti sullo stato in cui versa il canale romano e non soltanto nel tratto in prossimità della passerella, sono stati posti partendo da quelli del geologo, nonché ex sindaco di Sabaudia Nello Ialongo intervenuto nel mese di giugno dopo avere appreso dei fondi destinati a Villa Domiziano.

“C’è la speranza – aveva commentato Ialongo –   che si possa provvedere anche al consolidamento e al restauro del grande muraglione in opus reticulatum, fatto costruire dall’imperatore Augusto a protezione del porto canale romano nel tratto di attraversamento delle dune. L’opera di contenimento della duna dopo la dissennata demolizione del “ponte della memoria”, una chiusa costruita nel 1700 (e restaurata nel dopoguerra) che durante le mareggiate attenuava la violenza delle onde nel canale augusteo, ha subito intensi processi erosivi. Nel tempo sono avvenuti crolli progressivi dello splendido manufatto i cui resti sono rimasti successivamente sepolti dagli scoscendimenti della sovrastante duna e dei cespugli di ginepro. Il tratto dell’antica opera muraria, che era visibile dal ponte sulla strada lungomare, è completamente scomparso sotto la sabbia e la vegetazione franate.Al Sovrintendente Archeologico di Latina, Frosinone e Rieti, Saverio Urcioli, purtroppo prematuramente scomparso, avevo segnalato, nel corso del convegno del gennaio scorso presso il Parco, l’urgenza di un intervento, trattandosi di un opera che, al contrario dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, va scomparendo di anno in anno sotto le azioni erosive del mare e delle piogge.  Urcioli mi assicurò che avrebbe tenuto conto delle mie premure al riguardo. E’ auspicabile che nell’ambito degli interventi finanziati previsti, se non è già compreso il recupero dell’opera in opus reticulatum, sia possibile trovare il modo di destinare una parte delle somme stanziate per scongiurare la pressoché totale scomparsa di una struttura archeologica che per importanza storica è inferiore soltanto alla Villa imperiale”.

Nel mese di febbraio Comune e Parco erano inoltre intervenuti “frenando” su un’altra richiesta per lavori di sistemazione. Come accade in questi casi, le competenze sono infatti molteplici, compresa quella della Soprintendenza che forse potrebbe aiutare a capire lo stato di salute generale del canale romano e non soltanto in prossimità della foce. Camminando verso il mare da entrambi i lati non è difficile incontrare altri cedimenti, veri e propri buchi ed un punto, sullo stesso lato della passerella interdetta l’acqua di mare passa ormai sotto il canale attraverso un foro quasi al termine della scogliera, segnalato nel corso dell’emergenza maltempo dai volontari Anc. Nella nota arrivata dal Comune si fa riferimento però ad un’altra vicenda e cioè quella relativa l’ordinanza del Tribunale di Latina arrivata a seguito del ricorso presentato dall’associazione Beatrice e dall’associazione Luca Coscioni per un lungomare accessibile alle persone con disabilità, un provvedimento in cui è stata messa nero su bianco una “condotta discriminatoria” da parte del Comune chiamato ad adeguare gli accessi al mare. Ed è probabile che grazie a questa ordinanza arrivata per una battaglia completamente diversa, sia stata garantita la sicurezza per tutti, imponendo una serie di accertamenti a cui nessuno, pare, avesse mai pensato.

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