Braccianti non pagati, lite nell’azienda agricola: uno investito

Braccianti non pagati, lite nell’azienda agricola: uno investito

Un’accesa discussione tra braccianti e datori di lavoro conclusasi con un ferito e, dopo l’intervento della polizia, un denunciato. I fatti martedì mattina a Latina, nella frazione di Borgo Sabotino. 

Intorno alle 10, gli equipaggi della squadra Volante del capoluogo sono stati allertati da una segnalazione telefonica che parlava di una lite con investimento ai danni di un cittadino extracomunitario. Giunti sul posto, gli operanti hanno effettivamente constatato la presenza, a terra, di uno straniero con una lesione. Una ferita nella parte interna della caviglia destra, con fuoriuscita di sangue, che a suo dire era stata provocata da una Fiat 500 condotta da un uomo, datosi alla fuga. Almeno all’inizio: “Lo stesso poi si era riportato sul luogo dei fatti a disposizione della polizia”, hanno spiegato dalla Questura. “Sul posto, oltre al ferito, erano presenti altri 4 cittadini nordafricani, braccianti agricoli, ed un uomo padre del presunto aggressore”.

Mentre il ferito veniva trasportato presso l’ospedale ‘Goretti’ per le cure del caso, tutti gli altri sono stati condotti negli uffici della polizia per la ricostruzione della dinamica dell’accaduto. I quattro cittadini extracomunitari, sentiti dagli operatori, hanno riferito di lavorare per una ditta agricola di Borgo Sabotino, ma di aver incrociato le braccia. Martedì, una arrivati sul luogo di lavoro, si sono rifiutati di lavorare: “Pretendevano chiarimenti sul mancato pagamento di due mensilità arretrate”.

A seguire, minuti concitati e ricostruzioni discordanti: “Ne nasceva una discussione col padre del titolare dell’azienda che si concludeva a loro dire con l’investimento volontario, nel corso del quale uno solo dei cittadini extracomunitari riportava lesioni mentre gli altri, grazie alla prontezza di riflessi, riuscivano ad evitare l’impatto”, hanno spiegato ancora dalla polizia. “Il genitore del titolare dell’azienda agricola, sentito in merito, riferiva invece che, a seguito del rifiuto di lavorare da parte dei suoi operai, era andato sul posto per chiarire la situazione ma era stato aggredito da uno di questi con due pugni al corpo, per cui era stato costretto a fuggire a bordo della sua autovettura, raccontando tutto a suo figlio. Quest’ultimo sarebbe giunto successivamente sul posto per licenziare gli operai inadempienti, ma veniva a suo volta aggredito dagli stessi, e nel tentativo di dileguarsi a bordo della sua autovettura investiva uno di questi”.

Un cittadino tunisino, soccorso dai sanitari del 118 e quindi ricoverato con una prognosi di 30 giorni. A margine dei fatti, anche il genitore del titolare dell’azienda agricola ha richiesto l’intervento di personale del 118, ricevendo le dovute cure per le lesioni riportate a seguite della presunta aggressione. Il figlio, il 30enne C.A., è stato denunciato in stato di libertà per il reato di lesioni dolose.

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