Class Action contro Acqualatina, il consigliere Lombardi replica a Marciano

Class Action contro Acqualatina, il consigliere Lombardi replica a Marciano

“Avevo deciso, come consigliere comunale di maggioranza, di non rispondere alle dichiarazioni del consigliere di minoranza, dott. Marciano, a riscontro del mio precedente comunicato stampa in cui esprimevo osservazioni e perplessità sulle sue esternazioni relative alle “partite pregresse” nonché sull’approvazione delle stesse da parte dell’ATO 4.” Scrive in un comunicato stampa il consigliere di maggioranza Cristian Lombardi

“Avevo deciso di non dare alcun riscontro per non continuare una sterile polemica; decisione importante atteso che il dott. Marcino non si era limitato a rispondere al mio scritto ma aveva voluto farcire le sue argomentazioni con non opportuni apprezzamenti personali e professionali che mal comprendo e che, forse, non gli competono. La mia decisione, però, paga dazio alle continue sollecitazioni, anche esterne alla città, per non radicare “errate” verità. Mi limiterò ai fatti.”

“Su una cosa devo dar ragione al dott. Marciano, effettivamente egli non si astenne il 29/07/2014 (errore di lettura il mio) allorchè si discuteva sulle tariffe (diciamo sulle “partite pregresse”) ma espresse la sua contrarietà (ma non un voto contrario); ciò permise, esclusivamente, il rinvio alla riunione del 07/08/2014. Rinvio che, però, fu del tutto vanificato dal Comune di Formia (e da altri 10 Sindaci o delegati) nella successiva riunione dell’ATO 4. Tutto fu vanificato, poiché, fuoriuscendo dalla assise, il Sindaco di Formia, unitamente agli altri 10 rappresentanti dei comuni, mostrò se non quel totale disinteresse all’argomento (ipotesi contestata dall’attuale consigliere di minoranza ) sicuramente una mancanza di conoscenza delle modalità di voto nella conferenza dei Sindaci (la stessa mancata conoscenza del regolamento del dott. MARCIANO).”

“Ed infatti – continua la nota – da Regolamento della Conferenza dei Sindaci (allegato), la votazione in Conferenza fu espressa a maggioranza determinata “sia in termini numerici che di rappresentanza”. Ne discende che se è vero – come dice il dott. Marciano – che “Latina e Bassiano” non hanno la stessa importanza in termini di voto ponderato, hanno egual peso in termini numerici. Quindi, poiché le votazioni della Conferenza dei Sindaci devono riportare una doppia maggioranza (in termini di rappresentanza e di teste) se il Comune di Formia, unitamente agli altri 10 fuoriusciti, avessero votato contro l’approvazione delle nuove tariffe, sicuramente avrebbero fugato ogni dubbio sul presunto disinteresse all’argomento, ed altrettanto sicuramente non avrebbero permesso di approvare le partite pregresse (la delibera n. 11 del 07/08/2014, avrebbe riportato 11 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti e quindi non aveva la maggioranza numerica). E questa è storia, per chi conosce la normativa!

Com’è storia che avverso la delibera di approvazione delle partite pregresse pende ricorso al Tar Lazio, Latina (R.R. 777/2014) proposto dal Comune di Aprilia. Tale ricorso avrebbe potuto essere proposto anche dal Comune di Formia, ma anche il Comune di Formia avrebbe potuto fare un intervento in seno al giudizio pendente. Non sembra che la precedente Amministrazione si sia mossa in tal senso.

“Altro elemento d’importanza sulle partite pregresse, omesso dal dott. Marciano, è che il Comune di Formia le ha addirittura votate ed incrementate, nel dicembre 2016, di circa ulteriori 12 milioni di Euro. Ed infatti, il 20 dicembre, l’Assemblea dei Sindaci adottò con 13 voti favorevoli (tra cui Formia) e 2 voti contrari (Nettuno ed Amaseno) l’allegata deliberazione n. 17 (delibera che viene menzionata nell’ordinanza del Tribunale di Roma per il computo delle partite pregresse). Tale delibera è stata sicuramente apprezzata da Acqualatina. Da ultimo, per completezza, preme evidenziare che le adesioni sulla Class Action si sono incominciate a raccogliere nel settembre 2017. Al tempo, l’Amministrazione, di cui faceva parte il dott. Marciano, restò a guardare (com’è giusto che sia in un’azione giudiziaria che non impegna il Comune di Formia in prima battuta), e non diede alcun “supporto alla Class Action” né “in maniera diretta né indiretta”. Si ritiene di aver ripristinato la verità storica dei fatti a confutazione di alcune erronee affermazioni.

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