Da testimone di nozze a stalker: condannato a 2 anni e mezzo

Da testimone di nozze a stalker: condannato a 2 anni e mezzo

Il testimone di nozze si invaghisce della sposa, ma alla fine viene condannato per stalking. Una storia che nei giorni scorsi, sfociata ormai da tempo dal personale al giudiziario, ha visto infliggere a un 46enne piccolo imprenditore di Terracina due anni e mezzo di reclusione. Pena esemplare, unita alla disposizione di un risarcimento per i danni morali subìti dalla vittima da liquidarsi in sede civile, e a una provvisionale di 1500 euro.

Il processo a carico dell’uomo ha preso il via il 15 marzo di quest’anno davanti il Tribunale di Latina, concludendosi dopo varie udienze fiume in cui si sono succeduti numerosi testimoni dell’accusa e della difesa. La donna, una 34enne terracinese che in seguito ai fatti negli ultimi mesi ha deciso di trasferirsi a Formia, ha raccontato una lunga serie di avances a suo dire non ricambiate e sempre prontamente rispedite al mittente. Un insistente corteggiamento messo in atto da quello che considerava un amico, e che non molto tempo addietro era stato il testimone di nozze del marito. Fianco a fianco il giorno del fatidico sì, contro in tribunale.

L’avvocato De Meo

Di mezzo, come ricostruito prima dalla polizia e quindi durante il processo, una serie di molestie e minacce perpetrate tramite Facebook e Whatsapp, pedinamenti vari, mazzi di fiori non graditi. “Fino addirittura alle richieste pressanti e minatorie di voler vedere suo figlio minorenne”, ha spiegato l’avvocato della 34enne, Gianluca De Meo.

Una storia di crescenti atti persecutori iniziata all’indomani della separazione dal marito, nel 2016, continuando secondo le ricostruzioni fino a metà 2017. Nonostante un ammonimento della Questura di Latina, ignorato fino ad arrivare alla misura cautelare degli arresti domiciliari, annullata quasi subito dal Tribunale del Riesame e sostituita con il divieto di avvicinamento alla ‘preda’, con cui l’imputato sosteneva di aver avuto una relazione extraconiugale. Circostanza, quest’ultima, ritenuta non veritiera in fase processuale. E che ad ogni modo non avrebbe cambiato di molto lo stato dei fatti.

A causa dei comportamenti ossessivi dell’ex testimone di nozze appena condannato in primo grado, la donna ha visto la propria esistenza cambiare in maniera radicale: serenità psicologica fortemente minata, vita sociale compromessa. “A tal punto da rinchiudersi in casa per paura del persecutore, e da prendere, infine, la decisione di cambiare città optando per la vicina Formia”, ha sottolineato l’avvocato De Meo.

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