Morte in piscina: prima l’autopsia, poi l’addio alla piccola Sara

Morte in piscina: prima l’autopsia, poi l’addio alla piccola Sara

Prima l’esame autoptico, poi i funerali. Tutto in mezza giornata, consumatasi velocemente a dispetto di uno choc indelebile. Quello per la morte di Sara Francesca Basso, la 13enne venuta a mancare giovedì notte al policlinico “Gemelli” di Roma dopo un incidente registratosi il pomeriggio precedente nel Grand Hotel Virgilio, rinomata (e discussa) struttura ricettiva di Sperlonga. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la minore è stata inghiottita dalla piscina: stava nuotando, quando la potente pompa sommersa a servizio dell’idromassaggio l’ha “rapita” e trattenuta a lungo sul fondo. Nonostante gli sforzi, tra gli altri, di alcuni turisti, un australiano e un medico romeno, che in attesa dei sanitari le avevano anche praticato le prime manovre di soccorso.

Sabato mattina, presso l’istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata, l’autopsia. Uno degli ultimi dolorosi passaggi obbligati atti a cristallizzare le circostanze che hanno portato al decesso. Ad eseguire l’esame il medico legale incaricato dal sostituto procuratore di Latina Valerio De Luca, Stefania Urso, alla presenza di un consulente di parte e di uno nominato dalla famiglia della ragazzina. Dalle verifiche necrosopiche è emerso come la 13enne abbia inalato molta acqua, tanto da presentare effettivamente i sintomi dell’annegamento. Ma è anche emersa un’infiammazione a livello intestinale. Per chiarire al di là di ogni dubbio le cause del decesso, sono stati disposti ulteriori esami. L’esame ha comunque evidenziato un dato già palesato durante i primi soccorsi: un grosso ematoma, di circa 35 centimetri, all’altezza del gluteo sinistro. Una presenza che potrebbe corrispondere al bocchettone della piscina che a quanto pare l’ha trattenuta sul fondo.

Restituita la salma ai congiunti, nel pomeriggio è stato il momento delle esequie, tenutesi a Frosinone, nella cornice della chiesa di Santa Maria Goretti. Un funerale quasi a porte chiuse per espresso volere della famiglia, dopo il dramma personale e tutto il clamore mediatico andato a seguire. Erano comunque presenti i compagni di classe di Sara, residente a Morolo ma che frequentava la scuola media Campo Coni del capoluogo ciociaro. All’uscita del feretro, hanno liberato alcuni palloncini bianchi. Ultima tappa, quella al cimitero di Ferentino, con la sepoltura nella cappella di famiglia.

Intanto, i carabinieri della Compagnia di Terracina e della Stazione di Sperlonga continuano negli accertamenti investigativi volti ad inquadrare eventuali responsabilità. Si procede per omicidio colposo, con quattro persone al momento iscritte nel registro degli indagati: un 48enne nativo di Napoli ma residente ad Aversa, l’ex proprietario, nonché suocero, ovvero un 68enne imprenditore di Parete, il responsabile della costruzione della piscina, di Itri, e il responsabile della manutenzione, di Gaeta. Raccolte le testimonianze e posta sotto sequestro la piscina, insieme al vano pompe, dall’Arma proseguono sul versante urbanistico. Non solo l’impianto non sarebbe a norma, infatti, ma anche alla luce dei vecchi sequestri che interessarono l’hotel per i carabinieri la piscina sarebbe da considerarsi abusiva. Ipotesi tra l’altro rinfocolata anche dall’ex conigliere comunale Nicola Reale.

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