Duplice tentato omicidio, in appello si riparte da zero o quasi

Duplice tentato omicidio, in appello si riparte da zero o quasi

Il processo per il duplice tentato omicidio a San Felice Circeo in appello riparte da zero. O quasi. I giudici hanno accolto la richiesta dei difensori di Zof e hanno deciso di riaprire l’istruttoria, riascoltando diversi testimoni.

Il 6 marzo 2016, su viale Circe, nel cuore della notte vennero feriti a colpi di pistola i terracinesi Roberto Guizzon e Alessio De Cupis, dopo un litigio per futili motivi all’interno del vicino American Bar. Secondo il pubblico ministero Gregorio Capasso, il latinense Alessandro Zof, ritenuto l’autore dell’agguato, si sarebbe recato a Latina, avrebbe preso una pistola calibro 9*21 e, tornato al Circeo, avrebbe cercato di uccidere Guizzon e il nipote. Vicenda per cui Zof, difesi dagli avvocati Alessia Vita e Giancarlo Vitelli, è stato condannato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Matilde Campoli, a sette anni di reclusione. Lello Gallo, accusato di favoreggiamento e concorso in detenzione illecita della pistola con Zof, è stato condannato a due anni, ma solo per favoreggiamento, essendo stato assolto dall’altro reato. Condanna infine a due anni per Paolo Di Martino, di Napoli, anche lui accusato di favoreggiamento.

In appello i difensori di Zof, gli avvocati Alessia Vita e Giancarlo Vitelli, sono tornati a sostenere l’inattendibilità delle vittime, evidenziando le dichiarazioni contraddittorie fatte da zio e nipote sull’accaduto e il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche, e a battere su una consulenza tecnica che dimostrerebbe come, al momento dei fatti, l’imputato non poteva trovarsi nel luogo del duplice tentato omicidio.

La Corte d’Appello di Roma ha alla fine così acconsentito ad ascoltare nuovamente le due vittime, la compagna di De Cupis e alcuni investigatori della Polizia.

Il processo per Zof, Gallo, difeso dall’avvocato Oreste Palmieri, e Di Martino, riprenderà così il prossimo 19 settembre.

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