L'”ipocrisia” di Coletta: silenzi e lodi per Antonella Di Muro, schiacciata da Di Francia

L'”ipocrisia” di Coletta: silenzi e lodi per Antonella Di Muro, schiacciata da Di Francia

Non una parola da parte della ormai ex assessora Antonella Di Muro dopo le sue dimissioni. La politica della “trasparenza” finisce quando alla cittadinanza c’è da spiegare il perché di un avvicendamento che non sembra avere motivazioni apparenti di demerito rispetto al lavoro fatto dalla professoressa fedelissima di LBC. Lei è andata via già otto giorni fa, quando il nome di Silvio Di Francia aveva iniziato a circolare. All’indiscrezione il sindaco ha opposto un silenzio granitico e la Di Muro, la piccola e silenziosa assessora di provincia senza esperienze politiche alle spalle, ha caricato armi e bagagli senza aggiungere nulla con uno stizzito silenzio di risposta. E’ andata via sbattendo la porta e nessuno ha ancora detto il perché, nessuno ha detto nulla in verità. E’ già come se non fosse mai esistita.

In realtà qualche passaggio di rito lo ha pure espresso il sindaco, ma quasi ha dovuto farlo perché aveva cominciato lodando la scelta del suo nuovo pezzo da novanta in squadra con la consueta retorica calcistica che ormai caratterizza il sindaco ex calciatore Coletta: “Abbiamo scelto un giocatore di esperienza che ha molte ore di gioco alle spalle”. Poi aggiusta il tiro dell’entusiasmo ricordandosi della Di Muro: “Ringrazio la Di Muro per il grande lavoro che ha fatto soprattutto con le associazioni che ha saputo mettere in rete con poche risorse, non era cosa facile. Ho dovuto mettere da parte l’aspetto emotivo in questa scelta ma a volte un allenatore deve fare così”.

Insomma, grazie tanto per l’impegno, arrivederci e grazie con annessa pacca sulla spalla del tutto immaginaria perché la Di Muro non era lì a fare il passaggio delle consegne. Il passato politico e il peso del successore sembra che chiariscano il punto: Di Francia è l’uomo venuto da Roma, quello che camminava fianco a fianco con Veltroni. Lei – la Di Muro – camminava fianco a fianco con Coletta e, in mancanza di una motivazione reale espressa dal Comune viene da pensare che la Di Muro sia stata schiacciata dal solo nome del suo importante successore, dalle porte alle quali questo potrà bussare. C’erano tanti modi per scaricare una fedelissima. Coletta ha scelto quello del silenzio, dei ringraziamenti di rito e dei sorrisi di circostanza. Cose che accadono anche nelle migliori borghesie.

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